Le nuove torri di Tor Marancia: un progetto tra speranze e polemiche

Il nuovo volto di via del Caravaggio

Via del Caravaggio a Tor Marancia, Roma, sta per vivere una trasformazione radicale. Dove un tempo sorgeva la “occupazione più grande d’Italia”, ora si propone un progetto ambizioso destinato a cambiare il volto del quartiere. Il complesso direzionale abbandonato, simbolo di degrado e abbandono, verrà demolito per far posto a un complesso residenziale composto da cinque torri.

Le nuove torri non saranno solamente edifici residenziali. Offriranno una combinazione di locali commerciali al piano terra e spazi verdi attrezzati che potrebbero rivitalizzare l’area. Il progetto, guidato dalla società Oriental Finance Srl, comprende abitazioni che variano dai 40 ai 120 metri quadrati e include autorimesse al piano interrato.

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Idealista

Un percorso partecipativo in tre atti

Il progetto, a differenza di molti altri, non è stato imposto senza consultare la cittadinanza. Sono stati infatti pianificati tre incontri partecipativi. Durante il primo incontro, il 4 novembre, l’accento è stato posto sull’importanza di ascoltare i residenti. Le discussioni si sono concentrate sull’architettura delle torri, sulle aree comuni, e sull’impatto che queste novità potrebbero avere sul quartiere.

La consigliera civica Simonetta Novi ha sottolineato la necessità di garantire spazi aperti tra le torri, evitando recinzioni che potrebbero escludere i non residenti. Ha inoltre evidenziato come la proprietà Armellini abbia scelto di non sfruttare un aumento di cubatura del 35%, un dettaglio che potrebbe sembrare secondario ma che ha importanti implicazioni per l’urbanistica dell’area.

Critiche e dubbi: tra riqualificazione e gentrificazione

Nonostante la proposta voglia rappresentare un esempio di riqualificazione urbana, le critiche non sono mancate. La consigliera Novi ha espresso preoccupazione per la presenza di falde acquifere sotterranee, che potrebbero rappresentare un rischio per la stabilità degli edifici. Anche Manolo Palazzotti, presidente del Comitato Parchi Colombo, ha sollevato dubbi sulla crescente privatizzazione della pianificazione urbana a Roma.

Degna di nota è stata la discussione relativa alle nuove abitazioni, definite da alcuni come “appartamenti di lusso”. Tuttavia, i progettisti hanno insistito sul fatto che non si tratterà di lusso, e che un 20% degli appartamenti sarà destinato all’housing sociale.

Possibili sviluppi e prospettive future

La seconda fase del dialogo partecipativo, in programma per il 13 novembre, sarà cruciale. Sarà l’occasione per approfondire i dettagli delle proposte e cercare soluzioni condivise per massimizzare i benefici del progetto per la comunità. Tra le proposte in esame, figura la possibilità di distribuire equamente gli appartamenti in torri meno alte, mantenendo però lo stesso numero complessivo di alloggi.

Rimane da risolvere la questione degli spazi pubblici esterni al lotto, con l’opportunità d’integrare aree verdi attualmente inutilizzate. Proposte in tal senso potrebbero portare alla creazione di nuovi spazi pubblici che favoriscano interazione sociale e benessere comunitario.

Un nuovo capitolo per Tor Marancia?

Il percorso partecipativo si chiuderà con l’incontro del 27 novembre, durante il quale i cittadini e le autorità tenteranno di redigere un documento conclusivo. Questo dialogo continuo dimostra come, anche in un contesto urbanistico complesso, sia possibile cercare un equilibrio tra rigenerazione e rispetto delle dinamiche sociali preesistenti.

L’area di via del Caravaggio sembra destinata a diventare un laboratorio di urbanistica partecipata, un esempio per il resto di Roma. Tuttavia, il successo del progetto dipenderà dall’effettiva capacità di coniugare le esigenze di nuovi residenti con quelle della comunità esistente, senza sacrificare le aspettative di qualità della vita e sostenibilità ambientale.