Il vento fresco di una mattina del 2 febbraio 2026 ha accompagnato le celebrazioni all’interno del Parco della Resistenza dell’8 Settembre a Roma. Una targa toponomastica, svelata con emozione, segna da oggi un viale dedicato a Leda Colombini, una figura simbolo di lotta e solidarietà sociale. Presenti alla cerimonia il Sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio, e la Presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi.

Un omaggio dal profondo significato
Il viale si trova tra via Giuliano Vassalli e via Marisa Rodano, una posizione ben scelta per rendere omaggio a Leda Colombini, una donna il cui nome è sinonimo di dedizione e progresso sociale. L’assessore Massimiliano Smeriglio, visibilmente emozionato, non ha mancato di sottolineare quanto fosse giusto questo riconoscimento per una donna che ha dato così tanto alla comunità.
Ricordare Leda Colombini non è un semplice tributo, ma un riconoscimento alla sua visione politica lungimirante. Da bambina bracciante a giovane partigiana, la sua vita è un riflesso delle lotte di un’Italia in trasformazione. Ha combattuto con determinazione per i diritti dei più fragili, impegnandosi in prima linea su fronti difficili come il volontariato, i diritti delle donne e della disabilità.
Il ruolo di una vita nella difesa dei diritti sociali
Leda Colombini ha fondato nel 1991 l’associazione di volontariato “A Roma, Insieme”. Con quest’iniziativa, cambiò radicalmente la prospettiva sulla condizione delle madri detenute e dei loro figli. Era fermamente convinta che i bambini non dovessero pagare le conseguenze dei crimini dei genitori. Questa battaglia portò alla nascita di una proposta di legge rivoluzionaria, finalizzata a consentire alle madri detenute di scontare la loro pena in istituti di custodia attenuata o case famiglia.
Quello che fa di Leda una figura indimenticabile è anche il suo contributo alla creazione di “La Casa di Leda”. Questo luogo è la prima famiglia protetta d’Italia e opera dal 2017 in un bene confiscato alla mafia. “Non è un caso che porti il suo nome”, ha sottolineato Smeriglio, rimarcando il legame tra la straordinaria dedizione di Leda e il legittimo riconoscimento della sua opera attraverso la memoria e la toponomastica.
Un’eredità che continua a ispirare
Alla cerimonia, l’aria era densa di gratitudine e riconoscimento per l’eredità di Leda Colombini. Una donna che ha guardato al futuro con una visione chiara e una convinzione profonda nella giustizia sociale, trasformando il suo impegno in azioni concrete e durature. La sua vita e il suo lavoro continuano a essere una fonte di ispirazione per chi crede in una società più equa e solidale.
Tra gli ospiti, le parole risuonavano di ammirazione e ricordo. “Restituire con memoria e intitolazione quello che le spetta” è un atto che va oltre la semplice commemorazione; è un impegno a perpetuare i valori per cui Leda ha lottato con tanta passione e coraggio.
Leda Colombini rimane un simbolo indelebile nella storia italiana, un esempio di come la determinazione e la fede nell’umanità possano portare a cambiamenti tangibili nella società. L’omaggio toponomastico serve non solo a ricordarla, ma a portare avanti il suo messaggio di giustizia e solidarietà nelle nuove generazioni.
