Roma Capitale ha dimostrato un impegno crescente e tangibile nella promozione della parità di genere e nel contrasto a discriminazioni e molestie nei luoghi di lavoro. Questo impegno si è recentemente concretizzato con il riconoscimento della conformità del suo sistema di gestione allo standard UNI/PdR 125:2022, un traguardo che ha visto l’ente certificatore RINA notificare l’audit il 15 aprile. Non solo è stata mantenuta la conformità, ma si è anche registrato un avanzamento concreto con un incremento del punteggio da 75 a 77, segnalando un rafforzamento degli strumenti adottati.

Un percorso guidato e strutturato
Il conseguimento di questo risultato è il frutto di un percorso chiaro e fortemente voluto dall’assessorato alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti. L’intero processo è stato basato su un modello organizzativo fondato su dati, obiettivi e indicatori misurabili. Questo non è stato solo un compito del Dipartimento Pari Opportunità, ma ha coinvolto in modo trasversale l’intera amministrazione, con particolare attenzione alla gestione delle risorse umane, alla sicurezza sul lavoro e alla formazione continua.
Un lavoro di squadra efficace
Con il supporto della società Nexumstp Società Benefit, incaricata di svolgere le attività di audit interno, Roma Capitale ha dimostrato come l’organizzazione interna possa cambiare per migliorare grazie alla collaborazione e alla sinergia tra le diverse strutture. “Il nostro obiettivo è stato sempre quello di rafforzare l’impegno nel promuovere i diritti delle donne”, afferma il sindaco Roberto Gualtieri. Secondo lui, questo risultato non è solo un numero, ma un passo significativo verso un ambiente lavorativo equo, inclusivo e privo di discriminazione.
Un chiaro segnale di progresso
Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive, pari opportunità e attrazione investimenti, sottolinea che questo risultato è nato da una scelta ben definita: integrare la parità di genere nei processi decisionali e organizzativi, facendone un vero e proprio criterio di governo. “Non si tratta semplicemente di rispettare una normativa, ma di intervenire in maniera concreta sulla qualità del lavoro e sull’organizzazione, rispondendo più efficacemente ai bisogni della città”, dichiara Lucarelli.
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Un futuro equo per Roma Capitale
L’aumento del punteggio di certificazione rappresenta un segnale concreto del fatto che il sistema non solo cresce, ma si rafforza e produce effetti reali nella società. Per Roma Capitale, la parità di genere non è solo una questione di giustizia sociale, ma una leva strategica per migliorare la qualità del lavoro pubblico e lo sviluppo della città. Continueranno a rafforzare politiche e strumenti per rendere l’amministrazione sempre più equa, inclusiva e capace di valorizzare le competenze individuali.
In questa direzione, l’attenzione si sposta anche sulla fine delle disparità salariali, sulla valorizzazione delle competenze e sul contrasto a ogni forma di prepotenza entro i luoghi di lavoro. Questo risultato segna non solo un traguardo, ma una responsabilità collettiva e una direzione chiara verso un futuro migliore.
Un esempio da seguire
Roma Capitale ha dimostrato che promuovere la parità di genere e combattere le discriminazioni nei luoghi di lavoro non è solo possibile, ma anche misurabile e realizzabile. La strada è ancora lunga, ma il percorso intrapreso è quello giusto per trasformare la città in un esempio da seguire per altre amministrazioni e organizzazioni.
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