La strada come spazio di scoperta
Nel mondo della fotografia contemporanea, Matilde Damele si distingue per il suo sguardo, acuto e riflessivo. Le sue immagini offrono un nuovo modo di osservare la città di New York, esplorando non solo il suo paesaggio urbano, ma anche i suoi aspetti più profondamente umani. La sua mostra, aperta fino al 13 settembre, presenta un affascinante racconto per immagini che invita lo spettatore a considerare la strada non solo come un passaggio, ma come uno spazio di introspezione e conoscenza.

Una flâneuse moderna a New York
Damele impiega la sua Leica M6 analogica per costruire un dialogo personale e intimo con la città di New York. Come una flâneuse dei nostri tempi, si muove lentamente attraverso le sue vie, da Brooklyn al Bronx, catturando il ritmo frenetico della città in un attimo sospeso. Le sue fotografie portano con sé una poetica in bianco e nero, evocativa dei lavori di fotografi come Garry Winogrand e Helen Levitt, reinterpretata però con una nota personale, forgiata dalle sue esperienze di sradicamento e adattamento.
New York come metafora di un viaggio interiore
Per Matilde Damele, New York non è solo un luogo fisico, ma diviene una metafora di esplorazione interiore. I suoi quindici anni trascorsi nella città si riflettono in immagini che raccontano storie di solitudini, attese e momenti quotidiani resi eterni. Le sue opere non mirano a documentare scrupolosamente la realtà , ma piuttosto a trasformare la città in un luogo mentale, un palcoscenico di riflessione personale.
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Coney Island: dove il ritmo si rilassa
Un punto focale della mostra è la serie di immagini dedicate a Coney Island, un luogo dove l’energia pulsante della città si allenta, lasciando spazio a una dimensione più contemplativa. Tra la spiaggia e le strutture nostalgiche del Luna Park, Damele immortala figuri eccentrici e momenti di vita quotidiana che sfiorano il surrealismo. Il suo sguardo riecheggia quello disincantato di Weegee, noto per catturare l’essenza teatrale e senza filtri dell’umanità . Tuttavia, nelle mani di Damele, questo approccio si trasforma, divenendo più intimo e meditativo.
Dialogo tra distanza e coinvolgimento
Matilde Damele riesce abilmente a navigare l’oscillazione tra distanza e coinvolgimento. La sua fotografia non è solo un mezzo per osservare l’altro, ma diventa un processo di riscoperta di sé stessa. Attraverso i suoi scatti, crea un codice visivo che sfida l’osservatore a vedere oltre l’immagine. Ogni fotografia è una finestra aperta sulla sua esperienza e percezione personale della realtà .
Uno sguardo su Roma
La mostra include anche una serie di immagini scattate a Roma, specialmente nella zona di Porta Maggiore e dintorni. Queste fotografie conservano la stessa poeticità e modernità che caratterizzano il lavoro di Damele su New York, sottolineando una visione consistente e contemporanea del mondo attraverso l’obiettivo.
Le opere di Matilde Damele sono un invito a esplorare non solo il paesaggio urbano di New York, ma anche i mondi interiori che ciascuno di noi porta dentro di sé. La sua mostra rappresenta un viaggio visivo e introspettivo, un dialogo tra l’occhio fotografico e l’anima umana.
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