L’arte dell’astrazione non smette mai di stupire e innovare. Questo è esattamente ciò che Chiara Passa ha realizzato con la sua quadrilogia “The Abstract Films”. Esposta alla Pelanda del Mattatoio di Roma, l’opera si dispiega tra il 25 giugno e il 2 agosto. Un viaggio tra reale e virtuale che invita gli spettatori non solo a partecipare, ma a diventare parte integrante di un’esperienza immersiva.

Esplorazione tra reale e virtuale
Le opere di Chiara Passa sfidano le convenzioni artistiche tradizionali. Con “The Abstract Films”, l’artista romana ci porta in un mondo di geometrie solide e suoni elettronici. Ogni film – Yellow Film, Black & White Film, Red Film e Blue Film – dispone di una narrativa non lineare, incoraggiando un viaggio personale e imprevedibile attraverso ogni visione.
La fisicità grezza del Mattatoio arricchisce ulteriormente l’esperienza. Qui, il tempo lascia il suo segno su superfici e strutture metalliche, creando una sinergia tra memoria tangibile e immaginazione algoritmica. Un dialogo continuo tra passato e futuro.
Interattività come fulcro
L’interazione è il cuore pulsante di questa esposizione. Yellow Film, ad esempio, offre una narrativa remixata. Gli spettatori possono cimentarsi con trenta buste interattive, guidati da una colonna sonora elettronica che intensifica l’esperienza. Ogni busta apre un diverso capitolo, una nuova visione di un racconto in divenire.
Poi c’è il Black & White Film, che offre manipolazioni attraverso oggetti scultorei. Questo si combina con sequenze sonore di un minimalismo tecno, trasportando chi guarda in un’odissea audivisiva.
L’approccio di Blue Film è unico. Qui si viene guidati da un prompt AI che, combinato con effetti sonori remixati, crea un’esperienza che è tanto dinamica quanto mutevole. Ogni interazione riscrive il film in tempo reale.
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Un connubio di suono e colore
L’interazione sonora e cromatica trova casa in Red Film. Un altro prompt AI ridefinisce continuamente il flusso narrativo. Suoni e colori si intrecciano per dare vita a una dimensione narrativa che vibra, evolve e sorprende costantemente.
In tutti e quattro i film, l’architettura virtuale si fonde con realtà fisica, amplificando ogni emozione e sensazione. Lo spettatore non è solo un visitatore passivo; diventa un cartografo di emozioni in territori inesplorati.
Una nuova forma di narrazione urbana
“The Abstract Films” è più di una semplice esposizione artistica. È un ecosistema dove l’antico e il moderno si incontrano. La memoria urbana e l’archeologia industriale si intrecciano con i sistemi digitali. Questo crea mappe emozionali che riflettono lo spirito del luogo. La Pelanda diventa membrana tra virtualità e realtà , attraversata da immagini e suoni che riscrivono la narrazione urbana in chiave digitale.
Chiara Passa non ha solo scolpito narrazioni in spazi fisici, ha reimmaginato il modo in cui queste narrazioni possono essere vissute. L’esposizione rappresenta una straordinaria combinazione di forme d’arte che dissolve i confini tra spettatore e opera, offrendo un’immersione completa nei meandri della creatività umana.
Per chiunque desideri un assaggio di cosa significhi davvero coniugare passato e futuro, materiali tangibili e digitali, “The Abstract Films” alla Pelanda è un appuntamento imperdibile.
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