La firma della Dichiarazione di Parigi
Roma ha ufficialmente aderito alla rete delle Fast Track Cities, un passo significativo verso l’eradicazione dell’HIV entro il 2030. La città ha firmato la Dichiarazione di Parigi durante la Giornata mondiale della lotta all’AIDS. Il Sindaco Roberto Gualtieri e Bertrand Audoin, vice presidente di Strategic Partnership da Parigi, hanno siglato il protocollo, accompagnati da rappresentanti di numerose istituzioni sanitarie, ospedali, Asl, università e associazioni che lavorano nel campo della prevenzione e del sostegno alle persone affette da HIV.
Questo evento ha rappresentato il culmine di un percorso iniziato nel 2022 con una mozione presentata dall’Assemblea Capitolina. Le consigliere Nella Converti e Michela Cicculli avevano lanciato l’iniziativa, spingendo per un impegno cittadino contro lo stigma e per la promozione della prevenzione. A partire da quell’anno, Roma ha visto una serie di attività come Test Day in Campidoglio e campagne a livello territoriale, grazie anche alla collaborazione con Farmacap e altre realtà associative.

Roma Capitale
Un approccio integrato
L’adesione al Protocollo di Parigi permette a Roma di rafforzare l’accesso ai servizi sanitari, promuovere la diagnosi precoce e consolidare una risposta integrata tra istituzioni, ospedali e comunità. Il Sindaco Gualtieri ha sottolineato quanto sia importante questo passo per la città, elogiando la collaborazione di tutti coloro che hanno lavorato e lavoreranno a favore del raggiungimento degli obiettivi proposti.
La capitale italiana, purtroppo, detiene il primato per l’incidenza di nuove diagnosi di HIV nel Paese, con un tasso di 5,2 per 100.000 abitanti secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. La firma del protocollo è un impegno a invertire questa tendenza, tramite l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente e aperto presso il Dipartimento Politiche Sociali e Salute. Questo organismo elaborerà il Piano Fast-Track per la città, lavorando con un approccio olistico che includa servizi sociali, sanitari, comunità scientifica e terzo settore.
Le sfide future
Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, ha sottolineato che le città, spesso luoghi di maggiore diffusione dell’HIV, hanno anche il potenziale per guidare risposte mirate e innovative. Gli investimenti strutturali e continui sono essenziali per non lasciare nessuno indietro, soprattutto nelle aree più marginali come carceri e periferie. La lotta all’HIV non si limita agli strumenti clinici, ma include anche la prevenzione, l’educazione e il sostegno nelle comunità.
Per la Funari, aderire al protocollo rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. Da ora in poi, si aprirà una fase operativa che richiede la costruzione di un piano d’azione aggiornato e condiviso, per proteggere la salute dei cittadini. Nella Converti, presidente della commissione Politiche sociali, sottolinea l’impegno concreto di Roma nella protezione dei diritti della comunità LGBTQ+ e delle persone con dipendenze.
Solidarietà e responsabilità globale
Michela Cicculli, presidente della commissione Pari opportunità, ha ribadito l’importanza del ruolo politico delle città nella costruzione della solidarietà globale, legando insieme salute, sicurezza e pace. Roma lavorerà a stretto contatto con ospedali e il terzo settore per garantire un’evoluzione sostenibile nella lotta contro l’HIV.
L’adesione di Roma alle Fast Track Cities non solo rafforza il suo impegno nella lotta all’HIV, ma rappresenta anche una dichiarazione pubblica di solidarietà e responsabilità verso la salute globale. Un passaggio necessario per affrontare le sfide sanitarie del futuro con unità e determinazione.
