Un nuovo polo culturale nel cuore di Roma
Roma si prepara ad accogliere una nuova gemma nel suo panorama culturale: il primo centro pubblico della fotografia, situato nell’ex mattatoio di Testaccio. Questo ambizioso progetto fa parte di un più ampio piano di rigenerazione urbana che ha trasformato l’ex complesso industriale in una vibrante “Città delle Arti”. L’inaugurazione è prevista per il 29 gennaio, in concomitanza con il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi. Alla conferenza di presentazione, i volti noti del sindaco Roberto Gualtieri, l’amministratore Umberto Marroni e l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio hanno illustrato i dettagli di questa nuova struttura che promette di diventare un faro per la fotografia contemporanea.

L’architettura e i dettagli del centro
Il nuovo centro, finanziato con fondi comunali per un totale di circa 5 milioni di euro, offre uno spazio complessivo di 1500 mq distribuiti su due piani. Il pianterreno, con i suoi oltre 1000 mq, ospita spazi modulabili per esposizioni, uffici e una vasta biblioteca con 3 mila volumi. Il primo piano offre invece una sala polivalente da quasi 200 mq e un suggestivo ballatoio espositivo. L’edificio integra armoniosamente le strutture industriali originali del XIX secolo con elementi moderni, creando un ambiente ideale per mostre fotografiche. L’illuminazione e il sistema di climatizzazione di ultima generazione suppongono un’esperienza ottimale per ogni tipo di esposizione.
Esposizione inaugurale: un tributo a grandi nomi della fotografia
Il centro aprirà le porte con due mostre inaugurali di rilievo internazionale. La prima è dedicata al fotografo statunitense Irving Penn, con la mostra “Irving Penn PHOTOGRAPHS 1939 – 2007”. Questa retrospettiva, curata da esperti come Alessandra Mauro, si svolgerà fino a giugno 2026, presentando al pubblico capolavori provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi.
In parallelo, l’esposizione “Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo” rende omaggio alla famosa fotografa e artista italiana, esplorando il rapporto unico che Silvia ha con il tempo e lo spazio. A completare questo ricco mosaico di arte fotografica, vi sarà una sezione chiamata “Campo visivo”, che sfida le convenzioni con l’allestimento “Corpi reali e corpi immaginari”. Questa mostra, a cura di Daria Scolamacchia, unisce fotografie d’archivio a proiezioni ludiche, creando un dialogo tra passato e presente.
La visione per la “Città delle Arti”
L’iniziativa di trasformare il Mattatoio di Testaccio in una “Città delle Arti” non è solo un progetto di recupero urbano, ma una visione culturale di ampio respiro. Dal 1881, il complesso ha fatto parte della storia industriale di Roma e, dopo essere stato dismesso nel 1975, ora si accinge a rinascere come uno dei più grandi poli culturali d’Europa. La Fondazione Mattatoio di Roma, in collaborazione con l’Università RomaTre e la Fondazione Roma, pianifica la conclusione dei lavori entro il 2027.
I lavori di ristrutturazione comprendono non solo il recupero dei padiglioni, ma anche la creazione di spazi per l’educazione e la ricerca. Ad esempio, il Padiglione ex frigoriferi sarà trasformato in una biblioteca centrale per la facoltà di Architettura, e nell’ex Magazzino del Bestiame, sorgerà una biblioteca multimediale. Il progetto prevede anche la creazione di parcheggi, una riqualificazione delle facciate e una pista ciclabile che collegherà l’ex Mattatoio con la ciclovia del Tevere.
Un’opera di collaborazione e innovazione
Il successo di questo progetto deriva da un’unione di sforzi tra enti pubblici e privati, con un generoso investimento di 90 milioni di euro tra fondi Pnrr e capitali comunali. La sinergia tra le varie istituzioni coinvolte è fondamentale per il completamento di questa grande trasformazione urbana che promette di arricchire non solo il tessuto culturale di Roma, ma anche la sua infrastruttura sociale ed educativa.
Il Centro della Fotografia non sarà solo un luogo di esposizione, ma un vero e proprio hub culturale dove ricerca, innovazione e tradizione si incontrano. Con questi preamboli, Roma si afferma nuovamente come un epicentro della cultura e della storia, pronto ad abbracciare la modernità, mantenendo sempre uno sguardo rivolto alle proprie radici.
La trasformazione culturale di Roma: arriva la Fondazione Mattatoio di Roma
