L’Istituto di Istruzione Superiore Bramante è sotto i riflettori e non solo per la qualità dell’educazione. Le sue sedi richiedono interventi urgenti che non possono più essere rimandati. Nella sede centrale di Via Sarandì 11 e nella succursale di Via della Cecchina 20, i problemi sono evidenti e tangibili, e si spera di mettere una pezza in breve tempo.

Cosa sta succedendo all’IIS Bramante?
Durante un incontro a dicembre, figure chiave come gli studenti, i genitori del Consiglio d’Istituto e il Vicepreside hanno ascoltato il Consigliere Parrucci delineare le necessità delle due sedi. La sede centrale presenta questioni serie: pavimentazione sconnessa e bagni fuori uso. Senza dimenticare i cornicioni pericolanti che minacciano passanti e studenti.
La Città Metropolitana di Roma Capitale ha già stanziato 500 mila euro per affrontare alcuni dei problemi. Non è un segreto che interventi su bagni e cornicioni verranno avviati con l’arrivo della primavera. Tuttavia, le opere sulla pavimentazione aspettano l’estate, quando gli studenti saranno in vacanza e i lavori potranno procedere senza intralci.
L’impasse dei finanziamenti
Oltre il pronto intervento, c’è una questione più ampia in gioco. Parrucci ci ricorda che i lavori più critici restano senza copertura finanziaria. Sul piatto ci sono richieste di 1.500.000 euro per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza della sede centrale. E la succursale non è da meno; un progetto quasi fatato richiede altri 5,5 milioni di euro.
Ma da qui scaturisce un problema, non solo per il Bramante, ma per tutte le scuole della provincia di Roma: denaro. Senza fondi regionali sbloccati o linee di credito governative, molte scuole non vedranno alcun miglioramento.
Il ruolo della Regione Lazio
La Regione Lazio rappresenta un player cruciale in questa storia. Potrebbe essere il cavaliere bianco che si cerca disperatamente. Parrucci sottolinea come dal 2023 siano stati messi sul portale ARES diversi progetti in attesa di approvazione e finanziamento. La speranza è che si muovano i fondi per sbloccare una lunga serie di interventi, non solo per il Bramante, ma per tanti altri istituti che attendono risposte.
La questione non si limita solo alle strutture: si parla anche di efficientamento e sicurezza, temi sempre più attuali e urgenti. Tutti sperano in un’apertura delle casse regionali e magari un intervento straordinario del Governo, per far sì che Roma e la sua provincia possano vedere scuole sicure e moderne.
Il futuro: speranza o stallo?
In un clima in cui le scuole ribollono di richieste, l’IIS Bramante è un esempio di come affrontare problemi strutturali con determinazione e visione a lungo termine. Ma rimane ancora un’enorme incognita: verranno mai sbloccati i fondi necessari?
L’intervento di primavera potrebbe essere solo il primo passo per un piano più vasto. Se la Regione Lazio e il Governo si unissero in uno sforzo comune, non solo le aule si vedrebbero migliorate, ma si potrebbe persino avviare un cambiamento positivo e duraturo in molte scuole.
La speranza di sblocchi finanziari
Per ora, resta una questione aperta e un esempio tangibile di come l’azione locale non può bastare senza l’aiuto di amministrazioni superiori. Mentre si attende che giungano i fondi sperati, la comunità scolastica del Bramante si tiene pronta a scattare alla prima occasione. Con la determinazione dei rappresentanti locali e la speranza di sblocchi finanziari, si guarda al futuro con ottimismo, sapendo che ne va della sicurezza e del benessere di studenti e personale.
