Nel cuore pulsante di Roma, dove le antiche trame storiche si intrecciano con la vita moderna, si erge la maestosa torre dei Conti. Questa struttura medievale, situata nel rione Monti, narra storie di potere, cultura e devastazione, attraversando secoli di eventi significativi. Con una posizione strategica tra via Cavour e via dei Fori Imperiali, la torre rappresenta un simbolo storico, un tempo definita “Turris illa toto orbe unica” dal famoso poeta Francesco Petrarca.

L’inizio di un colosso medievale
La storia della torre dei Conti ha inizio nel IX secolo, quando la potente famiglia Conti di Anagni eresse un fortilizio sopra l’antico tempio della dea Tellus. Pietro dei Conti di Anagni, nel suo intuito strategico, costruì quella che all’epoca era non solo una struttura difensiva ma anche un simbolo di potere. L’utilizzo del travertino proveniente dai fori romani sottolinea l’importanza della torre fin dalle sue prime fasi. Tuttavia, questo rivestimento originale non è sopravvissuto ai secoli, essendo stato riutilizzato per la costruzione della celebre Porta Pia nel XVI secolo.
L’intervento di Innocenzo III
Nel 1203, Papa Innocenzo III decise di espandere il fortilizio originario. Questo ampliamento rifletteva sia le necessità difensive sia il desiderio di consolidare il potere della sua famiglia, i Conti di Segni. Alcune fonti suggeriscono che tali lavori siano stati condotti anche da Riccardo Conte di Sora, fratello di Innocenzo III. Questi lavori terminarono nel 1216, anno della morte del papa.
Con un’altezza originaria di 50-60 metri, la torre dei Conti si guadagnò il titolo di “Torre Maggiore”. L’imponente struttura svettava alta nel cielo romano, affermandosi come un punto di riferimento nella città eterna.
Tempeste e terremoti: la resilienza della torre
Nonostante la sua imponenza, la torre dei Conti non sfuggì alla furia degli elementi. Il terremoto del 1349 la colpì duramente, rendendola inabitabile per alcuni secoli. Solo nel 1620, la torre venne ricostruita mantenendo la sua posizione di rilievo. Tuttavia, ulteriori terremoti seguirono nel 1630 e nel 1644, mettendo a dura prova la sua integrità.
Nel tardo Seicento, sotto papa Alessandro VIII, vennero aggiunti due contrafforti per rafforzare ulteriormente la struttura. Questi interventi di restauro dimostrano la determinazione con cui Roma ha sempre cercato di preservare il suo patrimonio architettonico.
Isolamento e trasformazioni
Con l’apertura di via Cavour nel tardo Ottocento e la costruzione di via dei Fori Imperiali durante il periodo fascista, la torre dei Conti si trovò isolata rispetto ai nuovi sviluppi urbanistici. Nonostante ciò, ha continuato a mantenere il suo fascino antico, resistendo al passare del tempo e a ulteriori interventi umani.
Oggi, 3 novembre 2025, però, una parte della torre è crollata durante lavori di ristrutturazione. In risposta, l’area è stata evacuata e transennata immediatamente per garantire la sicurezza pubblica. Le autorità stanno conducendo indagini approfondite per valutare i danni e pianificare interventi di messa in sicurezza.
Il mausoleo di Alessandro Parisi
L’importanza della torre dei Conti non si ferma qui. Nel 1937, Benito Mussolini donò la torre alla Federazione nazionale arditi d’Italia. L’anno successivo, il salone del tempio della Pace, che sostiene parte della struttura della torre, divenne il mausoleo del generale Alessandro Parisi. Le spoglie del generale, morto in un incidente stradale nel 1938, riposano in un sarcofago romano situato ancora lì.
Questo evento sottolinea come la torre non sia solo un monumento medievale, ma anche un luogo di memoria del XX secolo. Anche se il tempo non è stato sempre clemente, la torre dei Conti rimane un simbolo di resistenza e adattamento, una testimone silenziosa della storia millenaria della città di Roma.
Mentre i secoli passano e le storie continuano a intrecciarsi, la torre dei Conti resta un’icona indiscussa dell’eredità culturale di Roma. Con ogni restauro e ricostruzione, essa racconta una nuova storia, ricordando a tutti noi la fragilità e la persistenza delle testimonianze storiche. La sua presenza nel cuore della città eterna è un richiamo costante alla grandezza dell’antico e al potere dell’innovazione.
