Una colazione decisiva per il futuro
Durante un’assemblea dell’Efc all’hotel Cavalieri, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha lanciato una notizia bomba: siamo all’ultima tappa del progetto di costruzione del nuovo stadio della Roma. Questa rivelazione arriva dopo una colazione piuttosto significativa con il presidente della Roma, Dan Friedkin. Si intuisce quindi che non si trattava solo di croissant e cappuccini, ma di una chiacchierata destinata a segnare un punto di svolta per lo sport nella capitale.
Secondo Gualtieri, il nuovo stadio non sarà solo un impianto sportivo, ma un vero e proprio gioiello architettonico, uno degli impianti più belli del mondo. Questo progetto, come assicura il sindaco, rappresenterà una rigenerazione per un intero quartiere, creando nuovi spazi per i cittadini. Insomma, sembra che Roma non solo stia investendo nello sport, ma stia anche ridisegnando parte del suo tessuto urbano, con un occhio di riguardo verso i prossimi Europei di calcio del 2032.

Collaborazione e gratitudine
Gualtieri ha ringraziato Dan Friedkin per aver accompagnato la città di Roma lungo questo percorso, segnalando anche l’importanza del presidente della Lazio, Claudio Lotito, nel sottolineare il forte legame di Roma con il calcio europeo. La sinergia tra i due principali club della capitale, Roma e Lazio, risulta essere fondamentale. Si punta a migliorare non solo lo stadio, ma anche tutte le infrastrutture sportive presenti.
Roma, città storicamente legata all’ospitalità, si appresta ad accogliere eventi di calibro internazionale con una nuova veste. Non si limita ad aspettare passivamente, ma è proattiva nella creazione di nuovi impianti sportivi e progetti sociali, come la distribuzione di prodotti sportivi nelle scuole. Questa metamorfosi urbana ed infrastrutturale viene vista come un simbolo di rinascita, in linea con l’importanza del Giubileo.
Dettagli tecnici e prospettive future
Con la realizzazione del nuovo stadio della Roma prevista nell’area di Pietralata, in Campidoglio si è tenuto un incontro cruciale. Coordinata dal Direttore generale Albino Ruberti, la riunione ha coinvolto assessori e tecnici vari per fare un punto sui progressi del progetto. L’obiettivo? Consegnare il progetto definitivo entro la fine dell’anno. Un impegno che, se rispettato, permetterà di concludere in tempo i processi autorizzativi per candidare l’impianto agli Europei del 2032.
Lo scopo è quello di non lasciarsi sfuggire le scadenze Uefa: per la fine di luglio 2026 bisognerà essersi assicurati tutte le autorizzazioni necessarie. Un progetto di tale portata non può permettersi battute d’arresto e sembra evidente che tutti i soggetti coinvolti abbiano compreso l’importanza del rispetto dei tempi.
Tra entusiasmo e realtà: un equilibrio delicato
Sebbene l’entusiasmo sia palpabile, resta sempre una certa cautela. Si sa, spesso in Italia i grandi progetti partono col botto per poi incagliarsi in complesse trafile burocratiche. Ma stavolta sembra esserci un vento diverso. La determinazione del sindaco Gualtieri e l’interesse concreto di Dan Friedkin potrebbero essere gli ingredienti giusti per vedere finalmente realizzata questa visione.
L’idea di dotare Roma di uno stadio all’altezza delle sue ambizioni calcistiche internazionali non è solo una questione di estetica o di sport, ma un catalizzatore per trasformazioni urbane e sociali. In definitiva, non ci resta che attendere e sperare che tutte le promesse si trasformino in realtà.
