Verso una città: la nuova cabina di regia antiviolenza

Un passo decisivo per la città eterna

Roma ha fatto un ulteriore passo avanti nella sua battaglia contro la violenza di genere. Non stiamo parlando di piani simbolici o idee astratte, ma di un vero cambio di marcia. La firma in Campidoglio del protocollo d’intesa ha dato il via alla cabina di regia interistituzionale della rete antiviolenza di Roma. Questa iniziativa porta su carta e nella pratica un coordinamento permanente deciso a contrastare la violenza sulle donne.

Non è solo un organismo burocratico. È un braccio operativo che guida con fermezza le azioni di prevenzione e protezione. Assicurerà che tutte le parti in causa lavorino insieme, seguendo un unico filo conduttore strategico.

rete antiviolenza firma roma gualtieri

La cabina di regia: una svolta permanente

Il cuore pulsante di questa iniziativa si trova proprio nella cabina di regia, che mira a garantire un supporto integrale alle donne vittime di violenza. Il suo obiettivo primario è la coerenza delle operazioni quotidiane con una visione condivisa di lungo termine.

Questa struttura lavorerà per:

1. Assicurare una presa in carico integrata e multidisciplinare delle donne vittime di violenza.

2. Uniformare le procedure operative, facilitando le azioni di tutte le parti coinvolte.

3. Promuovere la formazione continua, assicurando che gli operatori siano sempre pronti e aggiornati.

4. Coordinare un sistema di monitoraggio attivo e approfondito del fenomeno.

5. Sostenere campagne di sensibilizzazione rivolte a tutta la cittadinanza.

In sintesi, si tratta di un programma che intende cambiare la cultura della prevenzione, del rispetto e della parità.

Una rete di collaborazione strutturata

Il Protocollo è frutto di una collaborazione proattiva tra numerosi attori. Firmato da Roma Capitale, Prefettura di Roma, Questura e molte altre istituzioni, coinvolge anche influenti associazioni del territorio come Telefono Rosa e Fondazione Pangea. Questo documento non è solo una normativa, ma un salto concreto verso un modello di governance cittadina unitaria e continuativa.

Viene tradotta in azione la Convenzione di Istanbul, con i suoi obblighi di cooperazione e integrazione multi-agenzia. Roma si propone di creare un sistema che non solo rispetti, ma eccella nella protezione dei diritti delle donne.

Le voci della città: impegno e determinazione

Il Sindaco Roberto Gualtieri ha rimarcato l’importanza di questa sfida. Sottolineando come il Protocollo non sia solo un documento, ma un modello di intervento pratico e risolutivo. “Abbiamo scelto di investire su interventi tempestivi e coordinati, per essere accanto a ogni donna vittima di violenza“, ha affermato con convinzione.

L’assessora Monica Lucarelli ha enfatizzato la solidità di questo percorso. È un lavoro intrapreso in sincronia con la Prefettura, all’insegna di un linguaggio comune e coerente che si focalizzi sui reali bisogni delle donne e dei loro figli. Il suo discorso ha evidenziato come armonizzare le procedure sia stato fondamentale per superare le frammentazioni precedenti.

Un focus essenziale sui servizi sociali

Barbara Funari, assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, ha aggiunto ulteriore valore all’iniziativa. Ha sottolineato la responsabilità collettiva che il contrasto alla violenza di genere deve diventare. I servizi sociali, insieme ai centri antiviolenza, sono chiamati a creare percorsi di protezione e autonomia, con un focus particolare sulla tutela dei minori, spesso vittime invisibili di questi contesti.

Questa cabina di regia non rappresenta solo un insieme di buone intenzioni. È un progetto concreto e ben strutturato che l’amministrazione di Roma intende portare avanti con energia. Si apre un nuovo capitolo che vede la città impegnata a rispondere tempestivamente e in maniera coordinata alla violenza di genere, rendendo Roma un luogo più giusto e sicuro per tutti.