Casa della Comunità Bresadola: un nuovo modello di salute integrata a Roma

La sanità a Roma si trasforma e abbraccia un modello innovativo con l’inaugurazione della nuova Casa della Comunità “Bresadola”. Situata nel Municipio V, nel territorio dell’ASL Roma 2, la struttura rappresenta un passo avanti verso una sinergia tra servizi sanitari e sociali.

Casa-comunita-bresadola

Un nuovo inizio per la Casa Bresadola

Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha avuto l’onore di tagliare il nastro della Casa della Comunità “Bresadola”, segnando un nuovo capitolo nella storia dei servizi sanitari di Roma. Questa inaugurazione segue quella delle Case della Comunità “San Felice” e “La Rustica”, entrambe avvenute a novembre.

La Casa Bresadola, grazie alla sostanziosa ristrutturazione finanziata con quasi 1.9 milioni di euro, va oltre il tradizionale concetto di poliambulatorio. Questo edificio non è solo un centro sanitario, ma un luogo dove sanità e servizi sociali si fondono in un unico grande abbraccio verso il benessere della comunità.

Servizi integrati per il benessere comunitario

L’elemento distintivo della Casa della Comunità Bresadola è il Punto Unico di Accesso (PUA). Qui, operatori sanitari e assistenti sociali lavorano fianco a fianco per orientare i cittadini nel complesso mondo dei servizi disponibili, sia per necessità sanitarie che socioassistenziali. Questo approccio semplifica il processo per chi ha bisogno, rendendo l’accesso ai servizi più efficiente e meno stressante.

All’interno della Casa Bresadola si trovano sportelli polifunzionali come il Centro Unico Prenotazioni (CUP), ambulatori specialistici in diverse aree mediche, tra cui cardiologia, ortopedia e dermatologia, e ambulatori infermieristici specializzati in terapia anticoagulante e screening preventivi.

Una risposta coordinata ai bisogni complessi

Tra i punti di forza di Bresadola troviamo l’assistenza domiciliare integrata (ADI), che permette di seguire i pazienti anche fuori dalle mura dell’ospedale, garantendo continuità nelle cure. Inoltre, la centrale Operativa Territoriale-Distrettuale (COT-D5) svolge un ruolo cruciale nel coordinare e ottimizzare le risorse sul territorio per rispondere in modo tempestivo ai bisogni dei cittadini.

Il significato di una rivoluzione gentile

Questa rivoluzione nel mondo della sanità romana sottolinea l’importanza di un’offerta integrata e coordinata che non solo risponde ai bisogni immediati, ma che prevede e pianifica assistenza a lungo termine. Il modello proposto dalla Casa Bresadola rappresenta un’alternativa concreta e replicabile anche in altri contesti regionali e nazionali.

Positive implicazioni per la comunità

La nuova Casa della Comunità “Bresadola” rappresenta molto più che una serie di ambulatori e sportelli. È un centro nevralgico di servizi che mira a influenzare positivamente la qualità di vita dei cittadini locali. Con un approccio incentrato sull’utente, si affrontano sia le problematiche sanitarie che quelle sociali, rendendo possibile una presa in carico globale delle persone.

L’apertura di questa struttura non è solo un evento inaugurale, ma un segnale forte e chiaro che il sistema sanitario sta evolvendo per diventare più inclusivo e centrato sull’individuo. Bresadola dimostra che l’unione tra sanità e servizi sociali non è solo auspicabile, ma assolutamente necessaria per affrontare le sfide del presente e del futuro.

Guardando al futuro

In un periodo in cui la sanità è più importante che mai, la Casa della Comunità Bresadola offre una visione di speranza e una promessa di cure e supporto accessibili per tutti. Si spera che questo modello possa essere un esempio per altre regioni che intendono migliorare i propri servizi sanitari e sociali, garantendo un futuro più equo e solidale per i cittadini.

Con questa inaugurazione, non solo Roma ma l’intero paese vede in Bresadola un progetto pilota che potrebbe trasformare il modo in cui pensiamo alla salute pubblica e al benessere del cittadino.

Due nuove strutture sanitarie a Roma: un nuovo volto per il quartiere Tiburtino III