Una cerimonia di speranza e opportunità
Nella giornata del 19 dicembre 2025, il complesso carcerario di Rebibbia è stato teatro di un evento significativo. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, insieme all’assessora alla scuola, formazione e lavoro, Claudia Pratelli, ha consegnato i diplomi a 23 detenuti. Questi uomini e donne hanno completato con successo un innovativo percorso di formazione professionale. La specializzazione conseguita, “manutentore del verde”, è una qualifica tecnica pronta a essere utilizzata nel mondo del lavoro.
L’ambiente si è mosso nel segno della collaborazione. Al fianco delle istituzioni cittadine, anche AMA S.p.A. ha giocato un ruolo chiave, supportando i percorsi formativi all’interno del Polo Pubblico della Formazione Professionale di Roma. È stata una consegna carica di emozione, non soltanto per i partecipanti, ma anche per gli esponenti politici e istituzionali presenti.

Un progetto di rinascita attraverso la formazione
Il programma di formazione professionale per i detenuti di Roma nasce da un protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e diversi enti locali. Dopo anni di inattività, questo accordo ha rilanciato un’iniziativa pubblica dedicata alla formazione dei detenuti, dimostrando così l’efficacia del lavoro di squadra nel promuovere il reinserimento sociale.
La Giunta Capitolina si è ispirata anche al messaggio di Papa Francesco, seguendo una linea educativa tracciata durante la sua visita in Campidoglio. La Memoria n. 30/2024 sottolinea l’importanza della formazione come un modo per costruire una società più inclusiva e giusta, capace di offrire una seconda chance a chi ne ha bisogno.
L’importanza della formazione per un futuro sostenibile
La selezione di “manutentore del verde” come percorso formativo non è casuale. La scelta si ricollega direttamente a un ampio tema di sostenibilità ambientale. Non è un caso che la cerimonia di diploma avvenga proprio durante l’anno Giubilare, un periodo che enfatizza la necessità di una forte consapevolezza ambientale e sociale.
Claudia Pratelli, sempre in prima linea per sostenere il progetto, ha sottolineato come il ritorno della formazione pubblica in carcere sia un grandissimo traguardo. Ha espresso un fermo riconoscimento al notevole contributo, tanto dei collaboratori istituzionali quanto delle istituzioni private coinvolte. In particolare, ha ringraziato Daniele Parrucci, Consigliere Delegato della Città metropolitana per la formazione.
Nuove strade verso il reinserimento
Ma non finisce qui. L’iniziativa non rappresenta solo un passo avanti sul fronte della riconversione ambientale. Alla luce del primo successo, il progetto prosegue. Un nuovo percorso si prepara, questa volta dedicato alla trasformazione dei rifiuti organici in compost. Gli insegnanti tecnici per questa formazione verranno direttamente da AMA S.p.A., testimoniando ancora una volta come la collaborazione fra pubblico e privato possa portare a frutti tangibili.
L’impegno delle istituzioni punta a rendere questa iniziativa un modello replicabile, non solo a livello locale, ma potenzialmente anche su scala nazionale. La formazione dentro e fuori dal carcere è un segnale chiaro: vuole riproporre una società senza “scarti”, come ha saggiamente affermato Claudia Pratelli, ma piena di possibilità per tutti.
La resilienza attraverso l’educazione
Il Direttore Generale di AMA S.p.A., Alessandro Filippi, ha aggiunto che il progetto possiede una “duplice valenza”. Non solo fornisce un bagaglio di conoscenze utili per la riconversione dei rifiuti in risorse, ma ha anche una rilevante portata sociale. Dà ai detenuti una reale opportunità di reinserirsi nel tessuto sociale e lavorativo, sottolineando l’importanza dell’educazione come strumento di cambiamento e crescita personale.
La consegna di questi diplomi non è solo simbolica. Rappresenta una nuova fase nella vita delle persone coinvolte, un passo verso un futuro in cui la dignità del lavoro e l’inclusione sociale non restano solo belle parole, ma si traducono in azioni concrete e tangibili.
