Cartier e il mito: un dialogo tra gioielli e antichità classica

Quando si parla di alta gioielleria, il nome di Cartier è sinonimo di eleganza e tradizione. Ma cosa succede quando i capolavori di questa Maison leggendaria incontrano l’arte antica in un contesto storico come i Musei Capitolini? Ebbene, dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026, questa unione prende vita nella mostra intitolata “Cartier e il mito ai Musei Capitolini”.

cartier musei capitolini

Un viaggio nel tempo tra marmo e gioielli

La location scelta per questa mostra è nientemeno che il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini a Roma. È affascinante pensare come le affascinanti creazioni di Cartier, molte delle quali provengono dalla rinomata patrimoine Cartier Collection, si pongano quasi in dialogo con le antiche sculture in marmo del cardinale Alessandro Albani. Questa collezione di sculture non solo rappresenta il nucleo originario del museo, ma sono anche un tesoro inestimabile per chiunque apprezzi l’arte classica.

Il connubio tra gioielli moderni e arte antica solleva interrogativi stimolanti su cosa significhi oggi reinterpretare un patrimonio estetico che risale all’antica Grecia e a Roma. Perché è esattamente questo che Cartier ha fatto fin dalla metà del XIX secolo: ha osservato, studiato e infine trasformato motivi antichi in gioielli dall’eleganza moderna.

L’ispirazione classica e moderna in Cartier

Ad accompagnare i visitatori in questo viaggio unico è la curatela di esperti del calibro della storica del gioiello Bianca Cappello e Claudia Parisi Presicce, sovrintendente Capitolino. La mostra ripercorre le influenze dell’antichità classica sulle creazioni di Cartier e come queste abbiano plasmato il gusto del periodo tra l’Ottocento e il Novecento.

Un percorso che conduce alla scoperta di come la Grecia e Roma abbiano influenzato l’immaginario del XX secolo, immergendosi nelle profondità dell’arte neoclassica e d’avanguardia. Particolare attenzione viene riservata a come gli stili si siano evoluti, prendendo ispirazione da artisti visionari come Jean Cocteau.

L’Italia e la leggenda di Cartier

Non si può parlare di questa esposizione senza sottolineare il feroce legame che Cartier ha con l’Italia, in particolar modo con Roma. È curioso notare che questa sia la prima mostra temporanea ospitata nel Palazzo Nuovo, un luogo storico le cui collezioni permanenti si basano quasi esclusivamente su sculture marmoree. Queste opere d’arte classica hanno influenzato e continuano a influenzare il linguaggio artistico europeo — qualcosa che Cartier ha sapientemente reinterpretato nelle sue creazioni.

Le tecniche e l’artigianato dietro i gioielli

Ogni gioiello ha una storia da raccontare, e questa esposizione non si limita a esporre il prodotto finale. Una sezione dedicata esplora le tecniche di lavorazione e artigianato che rendono un gioiello Cartier una vera opera d’arte. Con riferimenti all’età romana, i visitatori possono apprezzare il sapere, la precisione e l’innovazione che si celano dietro ogni pezzo.

Mitologia e creazioni moderne

Attraverso un affascinante confronto tra il panteon classico e le moderne creazioni di Cartier, la mostra esplora come miti e leggende siano stati trasformati in capolavori indossabili. Immaginare divinità come Afrodite o Apollo reinterpretate in gioielli dal design inconfondibile è solo uno dei tanti spunti che questa esposizione offre ai suoi visitatori.

Grazie alla collaborazione tra la Maison Cartier e istituzioni prestigiose, il progetto di allestimento è arricchito dall’ingegno creativo del Maestro Dante Ferretti, noto per il suo straordinario contributo nel campo del design scenografico.

“Cartier e il mito ai Musei Capitolini” non è solo una mostra di gioielleria; è un viaggio culturale che invita a riscoprire l’eterna bellezza dell’antichità attraverso gli occhi di un marchio che non ha mai smesso di innovare, pur rimanendo fedele alle sue radici.