Dedica ai Vigili ai Severi: dalla riscoperta al restauro virtuale

La mostra “Dedica ai Vigili ai Severi” rappresenta un viaggio affascinante tra passato e presente, sfruttando una sinergia tra sapere umanistico e tecnologie digitali. In scena, un manufatto che racconta una storia complessa: le applique raffiguranti Settimio Severo, Geta e Caracalla. Questa esposizione, allestita dai Musei Capitolini, non è solo un restauro, ma una vera e propria ricostruzione virtuale del manufatto nelle sue diverse fasi.

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L’importanza della ricerca multidisciplinare

Dietro a questo ambizioso progetto c’è una collaborazione multidisciplinare che coinvolge la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e l’Università di Verona. Il prof. Dario Calomino, con il suo team, ha guidato un’attività di ricerca innovativa, realizzando un rilievo 3D dell’opera. Grazie ai fondi della Comunità Europea, questo lavoro ha aperto nuove porte, confermando l’appartenenza dell’applique londinese alla lastra romana.

Il processo di digitalizzazione

Il processo di scansione 3D ha consentito di ottenere dati dettagliati sul manufatto. Questo non è solo un supporto visivo, ma anche una forma di conservazione culturale. La ricognizione virtuale ha permesso di ripercorrere le vicissitudini storiche dell’opera, rendendo accessibile a tutti una porzione di storia romana.

Il restauro virtuale: due versioni del passato

Un aspetto intrigante della mostra è la creazione di due stampe 3D in resina, sviluppate a partire dalle scansioni tridimensionali. Queste opere ricostruiscono momenti chiave della storia della lastra.

Lo stato originario del manufatto

La prima riproduzione rappresenta la configurazione del 203 d.C., prima della damnatio memoriae di Geta. Si vede il busto di Settimio Severo al centro, affiancato dai busti di Caracalla e Geta. Qui, il nome di Geta è stato ripristinato, grazie all’uso di Intelligenza Artificiale, riportando alla luce un pezzo di storia dimenticata.

La fase post-condanna

La seconda riproduzione, invece, rappresenta un momento successivo, dove il busto di Geta è stato sostituito con quello di un Genio, divinità protettrice della Centuria. Questo lavoro di digitalizzazione ha reso possibile riprodurre anche l’aspetto dell’opera come descritto da Cassiano Dal Pozzo nel 1650. In questo caso, il nome di Geta risulta completamente cancellato, permettendo di riflettere su come le narrazioni storiche cambiano nel tempo.

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Un dialogo tra passato e presente

L’esposizione non si limita a mostrare le due versioni fisiche delle applique. Essa crea un dialogo diretto tra le rappresentazioni epigrafiche e la ritrattistica imperiale, particolarmente evidente nella Sala degli Imperatori di Palazzo Nuovo. Ogni busto e ogni dettaglio racconta una storia che invita il visitatore a considerare le complessità della memoria storica.

L’importanza culturale della mostra

Questa iniziativa di restauro contribuisce non solo alla valorizzazione del patrimonio culturale romano, ma offre anche l’opportunità di riflessioni più ampie su come preserviamo la storia. Attraverso la tecnologia, è possibile rinverdire la memoria di un periodo che, altrimenti, rischierebbe di essere dimenticato. La mostra diventa quindi un labirinto di scoperte, dove ogni visitatore può perdersi e trovare nuove verità.

Quali opportunità offre la mostra?

La mostra “Dedica ai Vigili ai Severi” non è solo un evento temporaneo, ma è un’occasione per educare e coinvolgere. Gli appassionati di storia, arte e tecnologia troveranno molteplici spunti di riflessione. L’integrità del manufatto originale al fianco delle ricostruzioni digitali permette di comprendere le dinamiche di preservazione e i diversi modi in cui possiamo interpretare la storia.

Inoltre, l’esposizione si inserisce perfettamente nella celebrazione della Giornata della Memoria, invitando a riflettere sul significato della memoria culturale e storica. Ogni visitatore può sentirsi parte di qualcosa di più grande, un ponte tra generazioni.

Un passo verso il futuro

Concludendo, questa mostra rappresenta un esempio perfetto di come l’innovazione tecnologica possa arricchire la nostra comprensione del passato. La fusione tra antichità e digitalizzazione non solo rende accessibile la storia, ma la rende viva e interattiva. Per restare aggiornati su tutte le novità riguardanti la mostra, è possibile visitare la pagina dedicata dei Musei Capitolini.

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