Il 21 luglio 2026 è stato presentato il nuovo bando per il servizio di ristorazione scolastica a Roma, un appalto quadriennale che promette di rivoluzionare il servizio con un forte accento sulla qualità del cibo, la sostenibilità ambientale e la tutela del lavoro. Con un valore complessivo di 766 milioni di euro, il bando mira a garantire quasi 24 milioni di pasti ogni anno in 816 scuole ed istituti educativi. Una grande parte di queste scuole vanta una cucina interna, un dettaglio non da poco per la qualità del servizio.
Rafforzare la qualità del cibo
La qualità del cibo rappresenta un punto cardine di questo bando. Per garantire che gli studenti ricevano pasti nutrienti e salubri, sono stati esclusi del tutto gli alimenti ultraprocessati. L’offerta si arricchisce di frutta fresca di stagione e si dà molta importanza ai prodotti del territorio, con una particolare attenzione alla stagionalità. Per incentivare una migliore preparazione dei piatti a base di verdure, legumi e pesce, sono previste formazioni per il personale delle cucine. Questo garantirà che i cibi serviti siano non solo sani, ma anche più appetitosi per i giovani palati.
Il pasto a scuola non è solo un momento di pausa, ma parte integrante del percorso educativo, come sottolinea l’assessora Claudia Pratelli. Con circa 150.000 pasti serviti ogni giorno, Roma vuole essere un modello nel sostenere produzioni di qualità, riducendo allo stesso tempo l’impatto ambientale.
L’attenzione alla sostenibilità ambientale
Un altro aspetto fondamentale del bando è la sostenibilità ambientale. La città di Roma punta sull’utilizzo di prodotti biologici, DOP e IGP e sulle filiere corte. È stato introdotto un sistema di monitoraggio per ridurre lo spreco alimentare e per promuovere menù stagionali e green, con un impatto ambientale ridotto. Inoltre, si educa al consumo di frutta fuori calibro e si incentiva il recupero delle eccedenze. Le imprese partecipanti dovranno anche misurare la propria impronta ambientale.
Vengono premiate le imprese che utilizzano prodotti dell’agricoltura sociale o provenienti dai beni confiscati alle mafie. Si intende rafforzare il Tavolo di Ascolto con le Commissioni Mensa, per migliorare ulteriormente la qualità del servizio nelle scuole della capitale.
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La tutela del lavoro nel campo della ristorazione scolastica
Il nuovo appalto stabilisce importanti tutele per i lavoratori del settore. Tra queste, è vietato il subappalto del servizio principale e viene garantita la continuità lavorativa per il personale attualmente impiegato. Il contratto collettivo nazionale di settore viene applicato obbligatoriamente, e si introduce un voucher annuale di 500 euro destinato agli addetti della ristorazione scolastica.
Sono previsti investimenti significativi per migliorare l’efficienza del servizio, con una spesa annua di 2 milioni di euro per il rinnovo delle attrezzature. Inoltre, ogni lotto richiederà l’insonorizzazione di almeno un refettorio, con premi per chi estende questo intervento a più scuole.
Educazione alimentare e coinvolgimento comunitario
Il bando non si limita a migliorare la qualità dei pasti. Prevede anche l’organizzazione di laboratori, attività di educazione alimentare e percorsi di partecipazione rivolti agli studenti. Le cucine scolastiche diventano luoghi di comunità, aperti non solo agli studenti ma anche al territorio.
Questa nuova gara per la refezione scolastica rappresenta un passo importante per promuovere una cultura alimentare sana e consapevole, con un focus su salute, sostenibilità e giustizia sociale. Investendo in mense scolastiche di qualità, Roma non solo migliora il benessere degli studenti, ma contribuisce anche a diffondere il diritto al cibo sano e alla sostenibilità ambientale.
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