Un viaggio nell’universo di Mario Vargas Llosa
Carlo Sciaccaluga porta in scena la complessità emotiva e narrativa di Mario Vargas Llosa con “La chunga”, una pièce che promette di affascinare e provocare il pubblico del Teatro India di Roma. Dal 14 al 18 gennaio, il regista presenta l’ultimo capitolo di una trilogia dedicata al grande scrittore e Premio Nobel recentemente scomparso. Questa messa in scena è frutto di una coproduzione tra il Teatro di Roma e lo Stabile di Catania, e vede un cast variegato e talentuoso che dà vita a un racconto denso di significati e contraddizioni.

L’ambientazione e i personaggi indimenticabili
“La chunga” trae ispirazione dal romanzo “La casa verde”, ambientandosi nel 1945 a Piura, in Perù. La scena è dominata da un vecchio bar in cui i personaggi si intrecciano in una danza di emozioni e conflitti. Josefino, uno dei quattro protagonisti maschili, rende la trama ancora più avvincente con una scommessa avventata che lo porta a perdere una sostanziosa somma ai dadi. Disperato, si rivolge alla proprietaria del locale, la Chunga, chiedendole del denaro per saldare il suo debito. Josefino, però, offre in pegno la sua amante, Meche, una figura femminile di straordinaria bellezza e carisma.
La notte che seguirà tra le due donne diviene il fulcro della narrazione, un mistero avvolto in strati di incertezza e ambiguità. Gli uomini rimasti riflettono e narrano ognuno una versione differente di quanto accaduto, generando un intrigo che cattura e interroga lo spettatore.
Temi attuali e universali
Vargas Llosa, attraverso la regia di Sciaccaluga, esplora temi ancora oggi drammaticamente attuali: l’omofobia, la violenza sulle donne e il complesso rapporto tra i sessi. La rappresentazione del desiderio maschile verso il femminile è centrale, evidenziando dinamiche di possesso, controllo e, al contempo, idolatria.
L’eros è il propulsore dell’opera, ma è il conflitto tra immaginari sessuali e sociali, maschile e femminile, che pulsa al cuore della narrazione. In questo intreccio di storie personali, emerge un universo maschile tormentato, ora potente e ora vulnerabile di fronte al fascino femminile. La tensione tra dominazione e sudditanza, tra realtà e fantasia, tra il detto e il non detto, risuona con forza, evidenziando la straordinaria capacità di Vargas Llosa nel tratteggiare un quadro umano complesso e sfaccettato.
La magia del teatro secondo Carlo Sciaccaluga
Carlo Sciaccaluga, già noto per le sue precedenti opere “I racconti della peste” e “Appuntamento a Londra”, continua a esplorare l’immaginario vargasllosiano con una precisione chirurgica. Sciaccaluga non solo porta avanti un discorso culturale profondo, ma riesce a coniugare la magia del teatro con il pensiero critico, rendendo ogni spettacolo un’esperienza unica.
Il cast, capeggiato dalla straordinaria Debora Bernardi nel ruolo della Chunga, insieme a Francesco Foti (Josefino), Giovanni Arezzo (Scimmia), Franz Cantalupo (José), Liborio Natali (Lituma) e Francesca Osso (Meche), offre una performance che promette di lasciare un segno. Ogni attore modella il proprio personaggio con autenticità, in un’interpretazione che non teme di affrontare le ombre dell’animo umano.
Perché vedere “La chunga”
“La chunga” non è solo uno spettacolo teatrale, ma un momento di riflessione sulla società, un invito a interrogarsi su questioni senza tempo che sfidano la nostra percezione e comprensione del mondo. La regia di Sciaccaluga e il potente testo di Vargas Llosa creano un mix irresistibile per chi ama il teatro che stimola la mente e risveglia le emozioni.
Non perdete l’opportunità di immergervi in questo viaggio teatrale unico. Dal 14 al 18 gennaio, il Teatro India di Roma si trasforma nel luogo dove l’eros e il mistero si fondono in una danza di significati e rivelazioni.
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