Villa Doria Pamphilj: un rifugio storico nel cuore di Roma

Tra storia e verde: il parco di Villa Doria Pamphilj

Villa Doria Pamphilj è più di una semplice residenza storica a Roma. Questo vasto complesso non solo include il terzo parco pubblico più grande della capitale, ma racconta una storia affascinante che abbraccia secoli di trasformazioni e cambiamenti politici. Situata nel quartiere Gianicolense, sulle propaggini del Gianicolo, la villa offre agli abitanti e ai turisti di Roma un rifugio verde, punteggiato da storia e cultura.

villa pamphili

Il parco si estende su circa 180 ettari, rendendolo uno spazio monumentale e verde in una delle città più caotiche e vivaci del mondo. Ma non è solo la sua grandezza a renderlo speciale. All’interno della villa, si trova il famoso Casino del Bel Respiro o Algardi, attualmente utilizzato come sede di rappresentanza del governo italiano. Questo edificio non è solo un punto di riferimento architettonico, ma anche un emblema della storia nobile romana.

Le origini nobili della villa

Il viaggio di Villa Doria Pamphilj inizia ufficialmente il 23 ottobre 1630, quando il nobile Panfilo Pamphili acquistò quello che allora era solo un modesto appezzamento di terreno agricolo. Con il passare degli anni, la tenuta si è trasformata in un simbolo di potere e lusso, specialmente quando la famiglia Pamphili guadagnò prestigio durante il pontificato di Innocenzo X.

La trasformazione della villa in un capolavoro architettonico fu una collaborazione stellare tra artisti e designer dell’epoca. Alessandro Algardi, un noto scultore, insieme al pittore Giovanni Francesco Grimaldi, diedero vita alla villa nuova tra il 1644 e il 1652. Ma nessun paradiso terrestre è completo senza giardini degni di nota e qui entra in scena il botanico Tobia Aldini, responsabile di progettare il verde circostante.

Un passato turbolento: l’assedio di Roma

Mentre i tranquilli giardini di Villa Doria Pamphilj oggi invitano a rilassarsi, essi furono una volta testimoni di eventi tumultuosi. Nel 1849, durante l’Assedio di Roma, la villa diventò il palcoscenico di violenti combattimenti. Durante questi avvenimenti, le truppe francesi occuparono la vicina villa Corsini. In risposta, le truppe guidate da Giuseppe Garibaldi cercarono invano di riconquistarla il giorno seguente.

In una di queste feroci battaglie, il colonnello Angelo Masina perse la vita, mentre il poeta Goffredo Mameli, autore dell’Inno Nazionale Italiano, fu mortalmente ferito. Questi episodi tragici riaffiorano nella memoria quando si attraversano i sentieri della villa, ricordando ai visitatori il costo di quelle battaglie storiche.

La villa oggi: dalla proprietà privata al bene pubblico

Nel corso del Novecento, Villa Doria Pamphilj subì una serie di cambiamenti significativi. Nel 1939, iniziarono gli espropri da parte del Comune di Roma. La villa fu finalmente acquistata dallo Stato Italiano nel 1957. Questa acquisizione divideva la proprietà in diverse sezioni, con oltre 168 ettari acquisiti dalla municipalità romana.

Negli anni ’60, via Leone XIII aprì un nuovo capitolo per la villa, suddividendola in due parti e accompagnata da un lento processo di apertura al pubblico. La parte occidentale divenne accessibile nel 1965, mentre il resto della villa aprì il 22 maggio 1971. Nonostante queste trasformazioni, la cappella funeraria progettata da Edoardo Collamarini rimanente proprietà della famiglia Doria-Pamphilj, rappresenta un legame duraturo tra il passato aristocratico della villa e il suo presente pubblico.

Villa Doria Pamphilj: un simbolo di continuità

Oggi, Villa Doria Pamphilj è un luogo dove il passato e il presente si intrecciano. Mentre molti continuano a godere dei suoi vasti spazi verdi e della tranquillità che offre, la villa mantiene viva la memoria storica di Roma. È un luogo che continua a evolversi, ma rimane sempre un rifugio affascinante e storico nel cuore pulsante della capitale italiana.