Il 27 marzo 2026, in un’atmosfera di fervida attesa, l’Urban Center Metropolitano di Roma è stato il palcoscenico della presentazione del primo Quaderno della città che cambia. Questo documento pionieristico, intitolato “La prospettiva dell’urbanistica di genere a Roma”, è il frutto di una collaborazione virtuosa tra Roma Capitale, Human Foundation e Risorse per Roma. Esso rappresenta un passo significativo verso un’urbanistica che mette in primo piano l’accessibilità, la partecipazione, la sicurezza e l’inclusione.

Urbanistica di genere: un nuovo paradigma
L’iniziativa nasce dalla crescente consapevolezza che l’urbanistica non può e non deve essere neutrale. Progettare tenendo conto della prospettiva di genere significa creare spazi e infrastrutture più equi e sicuri per tutti, non solo per le donne. Un punto di vista che spinge ad analizzare come la città possa servire meglio donne, anziani, bambini, persone con disabilità e comunità marginalizzate, migliorando complessivamente la qualità della vita urbana.
La scelta di Roma Capitale di adottare questa nuova prospettiva riflette un impegno verso l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030: rendere le città e le comunità più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili. Spinaceto, quartiere di Roma, sarà il campo di prova per testare questi approcci innovativi grazie a interventi di urbanistica tattica, in linea con il Programma “15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti”.
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Le dinamiche del cambiamento urbano
I dati raccolti nel corso degli anni testimoniano le difficoltà incontrate da diverse fasce della popolazione nel vivere gli spazi urbani. Prove concrete di queste esperienze emergono da indagini come Spatium Urbis e gli studi sulla mobilità di genere. Queste informazioni evidenziano differenze strutturali nei vissuti urbani e mettono in luce una preoccupante sottorappresentazione delle donne nei processi decisionali e progettuali. Con questo Quaderno, si mira a fornire ai funzionari e ai decisori pubblici strumenti concreti – dai casi studio alle domande guida – per integrare la prospettiva di genere in tutte le fasi della pianificazione e gestione urbana.
Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica di Roma, ha sottolineato che una città correttamente progettata deve tenere conto dei bisogni di tutta la cittadinanza, senza esclusioni ingiustificate. Questo comprende illuminazione adeguata, marciapiedi percorribili con passeggini e trasporti pubblici che collegano i centri abitativi ai servizi essenziali.
Roma alla conquista dell’inclusività
La presentazione del Quaderno è stata un’occasione per stimolare il dibattito pubblico su come le politiche urbane possano costruire una Roma più accogliente e vivibile. Tra i relatori presenti, spiccano figure influenti come Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation, e Michela Cicculli, Presidente della Commissione Pari Opportunità Assemblea Capitolina. Questi esperti hanno condiviso visioni su come la città possa adattarsi e rispondere meglio alle esigenze di tutte le sue comunità.
L’urbanistica di genere emerge come strumento fondamentale per trasformare lo spazio pubblico da luogo di passaggio a spazio di partecipazione e libertà. Questo cambiamento è cruciale per garantire il diritto alla città a tutte le persone, un diritto incentrato sullo spostamento reale delle persone e la creazione di luoghi sicuri e accoglienti.
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Riflessioni e prospettive future
Il dialogo e le iniziative come questa non si esauriscono qui. Il 22 aprile si terrà la Masterclass di Giovanni Melandri all’Urban Center Metropolitano, proseguendo la riflessione su come Roma possa diventare una città più accessibile, inclusiva e sostenibile.
Giovanna Melandri ha sottolineato l’importanza di gesti simbolici che, quando integrati in una trasformazione sistemica, possono avere un impatto significativo. Integrare la prospettiva di genere nella pianificazione urbana non è solo un principio guida astratto, ma uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita di ogni cittadino, analizzando come le scelte urbane influiscono direttamente sul benessere collettivo.
Roma sta compiendo passi decisi verso una strategia che valorizza l’esperienza e l’autonomia delle donne, partendo dalla loro vita quotidiana e ampliando benefici all’intera comunità urbana. In questo modo, la capitale italiana non solo si allinea alle migliori pratiche europee, ma reitera il suo ruolo di pioniera nel promuovere un’urbanistica inclusiva e prossima.
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