Roma non è soltanto Colosseo, Pantheon, Fontana di Trevi e Piazza Navona. Una parte importante della città si scopre uscendo dagli itinerari più frequentati e attraversando i suoi quartieri: borgate storiche, antiche zone operaie, architettura industriale, mercati, street art e luoghi entrati nella storia del cinema italiano.
Ma quali sono i quartieri di Roma da visitare?
Garbatella, Testaccio, Ostiense, Pigneto, San Lorenzo e Monti raccontano sei volti molto diversi della Capitale. Alcuni si possono esplorare in un paio d’ore, altri meritano almeno mezza giornata. E soprattutto permettono di vedere una Roma diversa da quella dei grandi monumenti.

Quali quartieri di Roma visitare?
Se è la prima volta che si esce dagli itinerari classici, questi sono sei quartieri da cui iniziare:
- Garbatella, per l’architettura e l’atmosfera da piccolo paese;
- Testaccio, per la Roma popolare, l’archeologia e la cucina;
- Ostiense, per archeologia industriale, musei e street art;
- Pigneto, per cinema, locali e cultura contemporanea;
- San Lorenzo, per la sua storia popolare e universitaria;
- Monti, per vicoli, botteghe e una Roma più intima a pochi passi dal Colosseo.
Non sono necessariamente i “migliori” in senso assoluto: sono quelli che permettono di incontrare identità molto diverse della città e che possono essere facilmente inseriti in un viaggio a Roma.
Garbatella: il quartiere da visitare per scoprire una Roma diversa
Tra i quartieri più caratteristici di Roma, Garbatella è probabilmente uno dei più riconoscibili.
Nata negli anni Venti, presenta un’impostazione urbana molto diversa dal centro monumentale: palazzine raccolte intorno a cortili e giardini, villini, scalinate e piccole piazze fanno sembrare alcuni angoli quasi un paese all’interno della città.
Il quartiere fu progettato anche secondo il modello delle città giardino inglesi e conserva un particolare intreccio di stili architettonici, dal barocchetto romano alle esperienze più razionaliste.
Per conoscerla conviene camminare tra Piazza Benedetto Brin e i lotti storici, raggiungendo poi la Fontana della Carlotta e la celebre Scalinata degli Innamorati.
Garbatella è anche legata al cinema italiano: Nanni Moretti la attraversa in Vespa in Caro Diario e nel tempo il quartiere è diventato scenario di numerose produzioni cinematografiche e televisive.
Cosa vedere a Garbatella: Piazza Benedetto Brin, i lotti storici, Fontana della Carlotta, Scalinata degli Innamorati e Teatro Palladium.
Quanto tempo dedicare: circa 2-3 ore.
Testaccio: storia, archeologia e cucina romana
Se Garbatella conserva l’atmosfera di un piccolo paese, Testaccio racconta la Roma popolare e operaia.
Il nome del quartiere deriva dal Monte Testaccio, conosciuto anche come Monte dei Cocci, formato dall’accumulo di milioni di frammenti di anfore utilizzate nell’antichità per il trasporto delle merci.
Oggi una passeggiata permette di attraversare epoche molto diverse. Ci sono il Mattatoio, trasformato in spazio culturale, il Mercato Testaccio, il Cimitero Acattolico e, poco distante, la Piramide Cestia.
Testaccio è inoltre uno dei quartieri più strettamente associati alla cucina romana tradizionale, caratteristica che lo rende particolarmente adatto a una visita tra tarda mattinata e pranzo.
Cosa vedere a Testaccio: Piazza Testaccio, Monte dei Cocci, Mercato Testaccio, Mattatoio, Cimitero Acattolico e Piramide Cestia.
Quanto tempo dedicare: mezza giornata.
Felice a Testaccio: perché è uno dei ristoranti più amati di Roma
Ostiense: street art e archeologia industriale
Per vedere una Roma completamente diversa da quella delle piazze barocche bisogna spostarsi a Ostiense.
All’inizio del Novecento questa parte della città sviluppò una forte vocazione industriale. La testimonianza più evidente è il grande Gasometro, diventato uno degli elementi simbolici del paesaggio urbano romano contemporaneo.
Poco distante si trova la Centrale Montemartini, uno dei musei più particolari della città: sculture romane e reperti archeologici sono esposti negli ambienti di una ex centrale elettrica, tra turbine e grandi macchinari industriali.
Negli ultimi decenni Ostiense è diventata anche uno dei principali punti di riferimento per la street art a Roma, soprattutto nell’area di via del Porto Fluviale.
Cosa vedere a Ostiense: Gasometro, Centrale Montemartini, street art di Porto Fluviale e Basilica di San Paolo fuori le Mura.
Quanto tempo dedicare: 3-4 ore.
Pigneto: il quartiere del cinema e della Roma contemporanea
Il Pigneto mette insieme due anime apparentemente lontane: la periferia raccontata dal cinema del Novecento e uno dei quartieri più vivaci della Roma contemporanea.
Roberto Rossellini scelse questa zona per alcune scene di Roma città aperta, mentre Pier Paolo Pasolini vi ambientò parte di Accattone.
Oggi il cuore del quartiere è via del Pigneto, con la sua area pedonale, i locali e i ristoranti. Intorno rimangono però villini, edifici popolari e tracce della storia della periferia romana.
È una zona da scegliere soprattutto se si vuole vedere una Roma meno monumentale e più contemporanea, magari arrivando nel pomeriggio e rimanendo fino a sera.
Cosa vedere al Pigneto: via del Pigneto, villini storici, street art e luoghi legati a Pasolini e al cinema neorealista.
Quanto tempo dedicare: 2-3 ore, meglio dal pomeriggio.
San Lorenzo: la Roma popolare e universitaria
A poca distanza dalla Stazione Termini, San Lorenzo conserva una delle identità più forti della città.
Nato come quartiere di ferrovieri, operai e artigiani, presenta ancora edifici popolari e case a ballatoio. La vicinanza con l’Università La Sapienza lo ha progressivamente trasformato anche nel principale quartiere universitario di Roma.
La sua storia è segnata dal bombardamento del 19 luglio 1943, uno degli episodi più drammatici vissuti dalla città durante la Seconda guerra mondiale.
Oggi librerie, botteghe, street art e spazi culturali convivono con questa memoria storica.
Ai margini del quartiere si trova inoltre il Cimitero Monumentale del Verano, interessante sia dal punto di vista artistico sia per le personalità della cultura italiana che vi sono sepolte.
Cosa vedere a San Lorenzo: Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, street art, strade storiche del quartiere e Cimitero del Verano.
Quanto tempo dedicare: 2-3 ore.
Monti: il quartiere da vedere vicino al Colosseo
Non occorre necessariamente allontanarsi dal centro per scoprire una Roma diversa dai grandi percorsi turistici.
Monti, primo rione della città, si trova tra Colosseo, via Nazionale e Santa Maria Maggiore e comprende parte dell’area occupata nell’antichità dalla Suburra.
Oggi è caratterizzato da vicoli, botteghe, piccoli negozi, gallerie, ristoranti ed enoteche. Il suo centro informale è Piazza della Madonna dei Monti, uno dei principali luoghi di ritrovo della zona.
Da qui si possono raggiungere San Pietro in Vincoli, dove si trova il Mosè di Michelangelo, e il Parco del Colle Oppio.
Monti è quindi particolarmente comodo per chi visita il Colosseo e vuole proseguire a piedi scoprendo un’altra parte del centro di Roma.
Cosa vedere a Monti: Piazza della Madonna dei Monti, via del Boschetto, San Pietro in Vincoli e Colle Oppio.
Quanto tempo dedicare: circa 2 ore.
Qual è il quartiere più bello di Roma?
Non esiste una risposta unica, perché questi quartieri mostrano parti molto diverse della città.
Per architettura e atmosfera, sceglierei Garbatella. Per unire passeggiata e cucina romana, Testaccio. Chi cerca street art e archeologia industriale dovrebbe puntare su Ostiense, mentre il Pigneto è più indicato per cinema e vita serale.
San Lorenzo permette di conoscere una Roma popolare e universitaria; Monti è invece la scelta più semplice per chi dispone di poco tempo e vuole aggiungere un quartiere alla visita del Colosseo.
La soluzione migliore, soprattutto dopo aver visto per la prima volta i grandi monumenti, è sceglierne almeno uno.
Perché Roma cambia profondamente nel giro di pochi chilometri: visitare i suoi quartieri significa scoprire che dietro la città monumentale ne esistono molte altre.
