Verso una tassa più equa e sostenibile
La Giunta capitolina ha recentemente approvato una delibera destinata a cambiare il modo in cui vengono calcolate le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico (Osp) a Roma. Questo passaggio segna una trasformazione significativa, con un focus sull’equità e la sostenibilità.
Durante il 2025, è stata introdotta una riforma che ha abbandonato la vecchia classificazione stradale, ormai obsoleta, a favore di un sistema parametrato basato sul valore catastale degli immobili. Questa mossa ha portato a una maggiore precisione nel distinguere tra le zone di pregio e non di pregio. L’applicazione del nuovo sistema doveva essere graduale, ma l’Amministrazione ha deciso di accelerare il passo a beneficio degli operatori commerciali.

Nuovo metodo di calcolo e vantaggi per le imprese
La decisione di adottare dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) rappresenta una svolta nel calcolo delle tariffe. Questo nuovo metodo consente un’integrazione più accurata con il reale mercato immobiliare delle diverse aree della città. Uno dei risultati più significativi di questa decisione è la riduzione dell’aumento medio delle tariffe nelle zone di pregio dal previsto 24% a un più moderato 8,6%. Per tutte le altre zone, è prevista una riduzione media del 13%.
Silvia Scozzese, Vicesindaco e assessore capitolino al Bilancio, ha commentato che applicando integralmente il criterio OMI, si vuole garantire un beneficio diffuso e rinforzare il concetto di equità territoriale. Anche gli operatori culturali, le edicole e le occupazioni temporanee vedranno bloccati gli aumenti o ulteriori riduzioni, mentre le librerie su suolo pubblico e alcune occupazioni temporanee godranno perfino di un’esenzione totale.
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Risultati attesi dalle nuove tariffe
Dei circa 87mila contribuenti coinvolti, ben 65mila beneficeranno di una riduzione rispetto a quanto pagato nel 2025. Tuttavia, circa 21mila vedranno un lieve incremento della tariffa. Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, ha dichiarato che questo nuovo modello più oggettivo ed equo eviterà eccessivi incrementi ai commercianti e incentiverà maggiormente le attività nelle periferie della città. Questo cambiamento, ha ribadito, aggancia definitivamente le tariffe al mercato reale e al valore effettivo dei diversi quartieri, garantendo a tutti più certezze e possibilità di pianificare investimenti.
Monica Lucarelli, assessora capitolina alle Attività Produttive, ha sottolineato che questo sistema aggiorna l’OSP rendendolo più bilanciato e sostenibile. Ciò permette al commercio di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato e garantisce continuità e maggior certezza amministrativa alle attività economiche. Questo supporto arriva in un momento critico di trasformazione per molti operatori, che possono così programmare il futuro con maggiore stabilità e trasparenza.
Orientamenti e obblighi futuri per gli operatori
Mentre la proroga nazionale delle Osp Covid influisce sul quadro normativo statale, non impatta su *obblighi di sicurezza e decoro* che restano regolati dal Comune di Roma. Pertanto, gli esercenti muniti di titolo Osp, sia ordinario che covid, dovranno presentare la domanda di adeguamento entro il 31 marzo 2026. Questo passaggio è fondamentale per continuare a operare fino a che la procedura di analisi delle nuove domande non sarà completata.
Questo rinnovato sistema mira non solo a sostenere il commercio, ma anche a tutelare lo spazio pubblico come bene comune, bilanciando le esigenze degli operatori con quelle della collettività. Un evidente sforzo da parte dell’Amministrazione di Roma per modernizzare un settore critico per il tessuto economico della città, segnando un passo importante verso un futuro più organizzato e regolamentato.
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