Le nuove regole per l’occupazione di suolo pubblico a Roma: scadenze e novità

Roma si trova al centro di un turbinio di cambiamenti riguardo all’occupazione di suolo pubblico (OSP), con novità che puntano a portare maggiore ordine e chiarezza. L’Assemblea Capitolina ha recentemente approvato un emendamento cruciale che ridefinisce i termini per tutte quelle attività commerciali che sono interessate a uniformarsi alle nuove disposizioni.

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La nuova scadenza: un respiro di sollievo

La data di adeguamento alle regole OSP è stata posticipata al 31 marzo 2026. Questo è un tema molto importante, considerando la pressione che molte aziende stavano subendo. Il Sindaco e l’Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti, Monica Lucarelli, hanno messo in chiaro quanto fosse cruciale fornire più tempo alle aziende per prepararsi adeguatamente. Questo nuovo orizzonte temporale è visto come un modo per stabilizzare e chiarire la situazione, soprattutto dopo le incertezze precedenti causate dalle voci su una potenziale proroga delle norme emergenziali fino al 2027.

Chi non rispetterà questa nuova scadenza vedrà decadere la possibilità di presentare la domanda di adeguamento alle norme OSP. Questo rappresenta una chiara dichiarazione d’intento da parte dell’amministrazione romana: supportare gli operatori ma anche assicurare che le regole vengano rispettate da tutti.

Abolizione dei piani comunali di massima occupabilità

Dal 1° gennaio 2026, i piani di massima occupabilità comunali verranno disapplicati. Questa mossa ha l’obiettivo di trasformare e aggiornare gli strumenti di gestione, evitando che strutture ormai obsolete facilitino l’accumulo di “rendite di posizione” poco trasparenti. Questi piani saranno sostituiti, mantenendo però in vigore le disposizioni del 2006 della Sovrintendenza, importanti per la protezione del patrimonio storico e monumentale di Roma.

Novità per le installazioni su siti UNESCO

Quella che potrebbe sembrare una polizza di revoca generale non lo è affatto, secondo l’assessora Lucarelli. Le installazioni di pedane in siti UNESCO sono ora possibili, ma devono essere approvate da un’istruttoria relativa e dai pareri delle sovrintendenze e della Polizia Locale. Un’altra novità relativa al settore dell’OSP a Roma, rappresenta una visione più flessibile, mantenendo comunque la salvaguardia del patrimonio della città.

Collaborazioni e futuro

Il percorso verso l’adeguamento e la transizione verso le nuove norme è caratterizzato da una collaborazione attiva tra diverse entità. Il Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive, il Segretariato e l’Assessorato al Bilancio stanno lavorando di concerto per definire e attuare le varie fasi di questo passaggio, operando attraverso il tavolo OSP creato come spazio di confronto e sviluppo pratico di soluzioni.

L’assessora Lucarelli ribadisce come l’amministrazione rimanga impegnata a sostenere gli operatori che rispettano rigorosamente le regole, puntando a valorizzare il decoro urbano e a garantire uno spazio pubblico di qualità nella Capitale.

Un cambiamento significativo

Queste misure rappresentano passi significativi verso un ambiente economico più ordinato e regolamentato per le attività commerciali nella capitale italiana. I tempi e le modalità di adeguamento alle nuove normative sull’OSP a Roma sottolineano l’impegno per una città che mira a combinare decoro, legalità e competitività.

Il prossimo futuro richiederà una cooperazione continua tra le diverse parti coinvolte, ma la strada sembra essere tracciata chiaramente grazie alla nuova normativa e all’impegno dell’amministrazione comunale nel guidare questo cambiamento.