La magia barocca di Piazza Navona: un viaggio tra storia e arte

Ah, Piazza Navona! Quel gioiello incastonato nel cuore di Roma, che racchiude secoli di storia e arte magistrale. Una delle piazze più celebri al mondo, è il testimone silenzioso di tante epoche e trasformazioni.

piazza Navona

Dalle origini antiche alle feste moderne

Iniziamo questo viaggio con un pizzico di storia antica. Piazza Navona nasce sui resti dello *Stadio di Domiziano*, costruito nell’86 d.C. per accogliere gare di atletica e corse di cavalli. Qui, il nome “Navona” trae le sue origini dalla parola latina “agones”, che si riferiva proprio ai giochi agonali ospitati nello stadio. Col passare del tempo, la pronuncia si è evoluta fino a diventare il nome che tutti conoscono oggi.

Per secoli, Piazza Navona è stata il cuore pulsante di Roma. Le famiglie nobili e il popolo si riunivano per celebrare eventi incantevoli. Durante la stagione estiva, la piazza si trasformava in una sorta di “lago” artificiale, con una parte del fondo concavo allagata per offrire refrigerio dalla calura estiva. Immaginate la scena: sabati e domeniche di agosto, famiglie e bambini che giocano tra spruzzi d’acqua, cavalieri che si sfidano in giostre acquatiche. Un vero spettacolo.

L’influenza di Papa Innocenzo X

Nel Seicento, tutto subisce un cambiamento radicale grazie a Papa Innocenzo X della famiglia Pamphili. Con una visione innovativa, decide di trasformare la piazza in un capolavoro del barocco. Come? Affidandosi a due giganti dell’architettura: Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.

Bernini, genio indiscusso del barocco romano, crea la magnifica Fontana dei Quattro Fiumi. Questa opera straordinaria del 1651 rappresenta i quattro grandi continenti conosciuti: il Danubio con un cavallo per l’Europa, il Gange con un remo e un dragone per l’Asia, il Nilo con il leone e la palma per l’Africa, e infine il Rio della Plata con l’armadillo per l’America. Al centro di tutto, spicca l’obelisco romano, recuperato dal Circo di Massenzio. Bernini riesce a donare vita e movimento alle statue marmoree, rendendole quasi animate dal vento.

Borromini, dal canto suo, mette la sua firma indelebile sulla chiesa di Sant’Agnese in Agone. Sebbene inizialmente progettata dai Rainaldi, Borromini la modifica con maestria, facendola risplendere come una delle architetture più straordinarie di Roma. La facciata della chiesa, con le sue forme sinuose e la sua incredibile eleganza, è una testimonianza tangibile dell’abilità e genialità di Borromini.

Più di una piazza: un intreccio di storie e cultura

Accanto alla chiesa di Sant’Agnese si erge il Palazzo Pamphilj, oggi sede dell’Ambasciata del Brasile. Simbolo del potere e del prestigio dei Pamphili, il palazzo è un esempio sorprendente di architettura rinascimentale.

Non possiamo dimenticare le altre fontane che adornano la piazza: la Fontana del Moro e la Fontana de’ Calderari, conosciuta anche come Fontana del Nettuno. Entrambe furono opere di Giacomo della Porta e contribuiscono a completare l’armonia scenografica della piazza.

Oggi, Piazza Navona è un grande teatro all’aperto dove artisti di strada, musicisti e pittori danno vita a una vivace atmosfera. Passeggiando tra le bancarelle natalizie, assaporando un gelato durante le calde serate estive o semplicemente ammirando lo splendore delle fontane, ogni visita è un tuffo nella bellezza senza tempo.

In conclusione, Piazza Navona non è solo un luogo fisico. È un’esperienza, un viaggio attraverso il tempo che connette antichità e contemporaneità, barocco e modernità, spettacolo e quotidianità. Un luogo dove il passato incontra il presente, offrendo a chi lo visita un assaggio dell’anima più autentica di Roma.