Misura per misura è un dramma shakespeariano che esplora i limiti e le contraddizioni della giustizia umana. Questo classico prende forma al Teatro India di Roma dal 2 al 14 dicembre, grazie alla regia di Giacomo Bisordi e l’intelligenza drammaturgica di Chiara Lagani. L’adattamento si propone di riscoprire il vigore e la modernità di un’opera che, pur avendo origine nel passato, grida all’epoca moderna con temi come la giustizia e il potere.

Roma Capitale
Vienna nel caos: un riflesso della contemporaneità
In questa versione, la storia di Misura per misura si dipana nella città di Vienna, colpita da una profonda crisi. La guerra si trova alle porte e la città è avvolta in un’ombra di disordine morale e sociale. Tra vita sciolta e l’inarrestabile crescita della prostituzione, assistiamo all’inaridirsi di una società che rende visibili gli echi della modernità. L’aumento delle malattie infettive e delle nascite illegittime, tuttavia, non sono solo problemi di un mondo antico; risuonano anche con le problematiche attuali. Questa riflessione su Vienna diviene un potente specchio dell’attualità.
La giustizia del Duca e la piaga dell’autorità
Il Duca di Vienna, incarnato da Dimitri Galli Rohl, è al centro del dramma. Si tratta di un leader che si rende conto che la sua permissività ha condotto la città alle soglie del caos. Qui, il Duca passa il testimone al suo fidato vicario, Angelo, interpretato da Arne De Tremerie. Angelo, con il suo pugno di ferro, ristabilisce un ordine rigido e severo, diventando l’incarnazione delle leggi che erano state a lungo trascurate.
Con la messa in scena di un’estrema giustizia, Angelo comincia a punire i trasgressori. La sua prima vittima tangibile è Claudio, personaggio rappresentato da Edoardo Raiola, il cui unico crimine è stato quello di godere della compagnia fuori dal sacro vincolo. Quello che potrebbe sembrare giusto agli occhi della legge diventa ben presto una questione di abuso di potere.
Isabella: il volto della moralità
In contrasto alle leggi spietate, la figura di Isabella, interpretata dall’attrice Vanda Colecchia, emerge con forza. Peter Brook non ha esitato a definirla il personaggio più bello di Shakespeare. È lei, novizia e rappresentante della purezza, a rivelarsi l’antitesi della brutalità legale di Angelo. Isabella propone una questione non tanto legale, quanto morale: implora il perdono per suo fratello Claudio e si trova di fronte a una scelta impossibile. Il vicario, infatti, non è disposto a concedere grazia senza ricevere in cambio un atto di sottomissione sessuale da parte della giovane.
La complessità delle dinamiche sociali
Il cast completo, che include anche Michele Lisi nel ruolo di Escalo, il prefetto di Vienna, Irene Mantova, che interpreta Mariana e altri personaggi come la Signora Gomito e il Boia, e Francesco Russo nel ruolo di Lucio, arricchisce la rappresentazione del dramma.
Con sapienza e sensibilità, questa produzione penetra nelle intricate dinamiche sociali presentate da Shakespeare. Il fragile equilibrio tra giustizia e violenza, legge e umanità, si dipana attraverso scene che scandagliano nel profondo dell’animo umano. Giacomo Bisordi guida gli attori in un viaggio che tocca corde universali, proponendo al pubblico un mix di pensieri antichi e moderni che si intrecciano sul palcoscenico.
Misura per misura al Teatro India non è solo una rappresentazione di una delle ultime commedie di Shakespeare. È piuttosto un’occasione per riflettere su questioni senza tempo e porre domande che continuano a perturbarci anche oggi. Tra la severità delle leggi e il peso della moralità, la produzione suggerisce che a volte quelle che si presentano come soluzioni possono finire per essere problemi mascherati.
Nel contesto odierno, questa nuova interpretazione sottolinea quanto sia attuale ancora l’opera di Shakespeare, spingendo il pubblico non solo a riflettere sulla legge e la moralità, ma anche sulle complessità del potere e della sottomissione.
