Un’imponente figura in scena: Margherita Sarfatti
Dal 15 al 18 gennaio, il Teatro Torlonia aprirà le sue porte a un’opera che promette di catturare l’attenzione del pubblico: “Sarfatti”, un monologo scritto da Angela Dematté e diretto da Andrea Chiodi. Claudica Coli vestirà i panni di Margherita Sarfatti, un’influente critica d’arte, nota per aver avuto una relazione amorosa con Benito Mussolini.
Questo spettacolo svelerà al pubblico gli intensi turbamenti dell’anima della protagonista, correndo attraverso i labirinti di vicende storiche e personali. L’idea originale nasce da Massimo Mattioli e dalla stessa Claudia Coli, ispirati dal talento drammaturgico di Angela Dematté.

Roma Capitale
Un viaggio nel 1932, tra arte e politica
Margherita Sarfatti si ritrova nell’atmosfera concitata del Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1932, anno cruciale nel quale si celebra il decennale della Marcia su Roma. Curioso pensare che a quell’evento, Margherita non fosse stata invitata. Tuttavia, il monologo permette al pubblico di immergersi nei suoi pensieri mentre cammina tra le opere esposte, cercando di dare un senso estetico e dignitoso ai suoi ricordi e alle sue esperienze di vita.
Mentre il pubblico la ascolta, Margherita rievoca pezzi della sua vita: il ruolo di madre, gli amori, le influenze politiche e artistiche. Rielabora la creazione del mito del Duce, il supporto alla carriera politica di Mussolini, alimentata anche dal dolore per la morte del figlio Roberto nella Prima Guerra Mondiale. Un tentativo di dare un nuovo significato agli eventi che hanno scandito la sua esistenza.
Il peso storico di una figura dimenticata
Nella suggestiva cornice del Teatro Torlonia, lo spettatore scoprirà un’altra faccia di Sarfatti: la sua influenza culturale. È nota per essere stata una figura carismatica nel panorama dell’arte e dell’intellettualismo del suo tempo, fondando il gruppo Novecento e facendo da mecenate a personalità del calibro di Umberto Boccioni, Mario Sironi e Achille Funi.
Propulsiva e vigorosa, la sua voce fu riverita e temuta, non solo nell’arte. Eppure, la storiografia ufficiale tende a ignorare la sua figura, dimenticando l’influenza che esercitò sul corso degli eventi storici di quegli anni.
Tra amore e politica: un complesso rapporto con Mussolini
Sarfatti, conosciuta per il suo talento critico e culturale, fu capace di influenzare anche il destino di Mussolini. Convincendo il Principe Giovanni Torlonia ad affittare la sua villa al futuro Duce, aveva fatto in modo che la loro relazione politica privata sbocciasse in un luogo simbolico.
Nonostante ciò, non poté mai mettere piede nella villa, perché invisa a Rachele, la moglie di Mussolini. Un contesto da cui scaturirono decisioni che avrebbero finito per allontanarla dal suo amante e dalla sua patria.
Le leggi razziali del 1938 la costrinsero poi all’esilio, sottolineando una volta di più la precarietà del suo status nel regime che, in parte, aveva contribuito a far decollare.
Una riflessione sul percorso di una donna all’avanguardia
Secondo Massimo Mattioli, se Sarfatti non avesse avuto l’incontro fatale con Mussolini, oggi sarebbe celebrata come una donna moderna e pionieristica nei suoi modi e nella sua emancipazione. I suoi contributi alle idee e alla cultura del suo tempo l’avrebbero resa un pilastro nella storia del Novecento.
“Sarfatti” è quindi non solo un omaggio a questa figura controversa e spesso fraintesa, ma anche una riflessione su come la storia riservi destini e riconoscimenti a volte non meritati. Chi assisterà allo spettacolo comprenderà meglio quanto la sua influenza abbia vibrato per anni, lontano dai riflettori, ma con una forza che ancora oggi suscita curiosità e interesse.
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