Il mistero della strega di Piazza Navona: le leggende romane

Un viaggio tra storia e leggenda

Roma, la città eterna, non è solo templi antichi e basiliche ma anche un intreccio di *leggende intriganti* che si annidano nei suoi vicoli. Uno dei miti meno noti ma più affascinanti riguarda la Strega di Piazza Navona. Questa leggenda racconta di una donna del XVII secolo, Alfina, la cui presenza aleggia ancora tra le fontane e i vicoli della piazza. La storia di Alfina è un perfetto esempio di come la realtà possa fondersi con il mito in una città intrisa di passato.

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Alfina: oltre la realtà, verso il mito

Alfina non era una strega, almeno non più di quanto lo fossero altre donne del suo tempo. Conosciuta come guaritrice e levatrice, le sue conoscenze sulle piante e le loro proprietà erano notevoli. Preparava tisane dal potere apparentemente “magico” e aveva la capacità di leggere i segni del cielo e della terra. Insomma, in un’epoca segnata dall’Inquisizione, non era difficile finire nel mirino delle autorità. E così pare sia accaduto a Alfina: una notte, scomparve misteriosamente, lasciando dietro di sé solo il profumo di erbe bruciate.

Una notte di inverni e scomparse

Diverse versioni della storia raccontano cosa sia accaduto a Alfina. Alcuni pensano che sia fuggita con l’aiuto di amici fidati. Altri credono che fu catturata e che la sua storia sia stata cancellata dai registri. La versione più fantasiosa, tuttavia, è quella che racconta come Alfina svanì tra i vicoli che portano da Piazza Navona a Campo de’ Fiori, come dissolta nel vento, lasciando un alone di mistero che ancora oggi affascina e inquieta.

Apparizioni e ombre tra le fontane

Nei secoli, numerosi testimoni hanno sostenuto di vedere una figura incappucciata aggirarsi tra la Fontana dei Quattro Fiumi e la Fontana del Moro. Una figura femminile, coperta da un mantello scuro, che sembra non toccare terra. Il suo passaggio lascia nell’aria un odore di erbe bruciate, e i più anziani dicono che si tratti proprio di Alfina. Alcuni credono che appaia solo a quelli che hanno il coraggio di affrontare il mistero, o forse a chi ne ha più bisogno.

Le botteghe e la loro maledizione

Un altro tassello curioso di questa leggenda riguarda le botteghe che punteggiano Piazza Navona. Si dice che nessuna attività gestita sopra la presunta casa della strega duri a lungo. Porte che sbattono da sole, continui cambi di gestione e affari che falliscono inspiegabilmente sembrano confermare una sorta di maledizione. Alcuni commercianti usano queste storie per giustificare la loro sfortuna o il via vai di proprietari.

Riti propiziatori e protezioni

La leggenda di Alfina ha anche dato vita a un rituale popolare. Si dice che bruciare tre foglie di rosmarino a mezzanotte, soprattutto d’inverno, vicino alla finestra protegga chi abita nei dintorni di Piazza Navona. Questo gesto sarebbe un modo per onorare e salutare la strega, chiedendo la sua protezione. Questo rito rispecchia la fascinazione e il rispetto che personaggi come Alfina continuano a suscitare nei cuori di chi ne racconta la storia.

Piazza Navona: teatro di storie eterne

In definitiva, se c’è una cosa che Roma sa fare bene, è raccontare storie che sfidano il tempo. Piazza Navona, con i suoi artisti di strada e turisti, sembra un luogo troppo moderno per ospirare fantasmi del passato. Eppure, quando cala il buio e il silenzio avvolge la pietra antica, l’eco delle leggende rivive, pronta a raccontare altre storie, un po’ vere, un po’ immaginate, che ci ricordano quanto sia profondo il passato di questa città.

Il potere delle leggende risiede nel loro modo di intrecciare fatti e fantasia, sfidando chi le ascolta a decidere cosa credere. Roma, colma di millenni di storia visibile, continua a stregarci con tutti i suoi racconti invisibili, come quello di Alfina, la strega che ancora cammina tra le ombre di Piazza Navona.