Restauri, indagini scientifiche e vicenda antiquaria al Giovedì dei Musei del 19 febbraio 2026
Il Giovedì dei Musei Vaticani del 19 febbraio 2026 (ore 16.00, Sala Conferenze) sarà dedicato al dinos attico a figure nere della bottega di Sophilos, conservato nella Sala XVIII del Museo Gregoriano Etrusco.
Al centro dell’incontro, la ricostruzione della complessa vicenda antiquaria e dei restauri che hanno interessato questo importante vaso greco dei primi decenni del VI secolo a.C., oggi oggetto di nuove indagini diagnostiche e di un recente intervento conservativo

Cos’è il dinos attico e perché è importante
Il dinos è un vaso emisferico utilizzato nei simposi per contenere vino mescolato con acqua. L’esemplare vaticano, acquistato nel 1837 dall’antiquario romano Francesco Depoletti per il neonato Museo Gregoriano Etrusco, si distingue per qualità artistica e ricchezza iconografica.
L’attribuzione è stata a lungo dibattuta: l’opera è stata variamente interpretata come vicina a Sophilos, tra i pionieri della ceramica attica a figure nere, oppure come realizzata da un suo fedele imitatore. Le ricerche più recenti confermano un forte legame con la bottega del maestro, pur senza attribuzione diretta alla sua mano.
Il “pastiche antiquario” ottocentesco
Uno degli aspetti più affascinanti della vicenda riguarda l’intervento antiquario ottocentesco. Per rendere più spettacolare il reperto, Depoletti fece presentare il dinos con:
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un coperchio protocorinzio più antico di circa settant’anni
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un hypokraterion (alto sostegno) ricostruito su modello antico, etrusco o falisco-capenate
Il risultato fu un vero e proprio pastiche antiquario, che alterò la percezione originaria dell’opera. Il restauro ottocentesco fu particolarmente invasivo: lacune colmate in gesso, ampie ridipinture, incisioni ripassate o aggiunte ex novo, persino un collarino sull’orlo per adattare il coperchio non pertinente.
Le nuove indagini scientifiche nei Musei Vaticani
Le recenti analisi diagnostiche (UV, XRF, Raman e IR) condotte dal Gabinetto di Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani nell’ambito di un intervento conservativo diretto da Maurizio Sannibale, Curatore del Reparto Antichità Etrusco-Italiche, hanno permesso di distinguere con maggiore precisione le parti originali dagli interventi moderni.
È emerso un forte legame stilistico con la bottega di Sophilos. Un dettaglio particolarmente significativo riguarda il frammento del piede dell’hypokraterion, unica parte originale superstite del sostegno, che potrebbe forse essere ricondotta alla mano del maestro.
Il dibattito sul restauro e il ripristino dell’allestimento ottocentesco
L’intervento conservativo recente ha scelto di non rimuovere le integrazioni pittoriche storiche, considerate ormai parte della storia del manufatto, ma di renderle riconoscibili e documentate tramite fotografie UVA. Contestualmente, è stata riproposta nell’esposizione museale la composizione ottocentesca, attraverso il ripristino dell’hypokraterion, che era stato smantellato nel 1922 da un intervento “purista”. La ricomposizione attuale restituisce al pubblico un caso emblematico di pastiche antiquario, offrendo una nuova leggibilità storica e critica dell’opera.
Programma della conferenza e informazioni utili
La conferenza sarà introdotta dal Vice Direttore artistico-scientifico dei Musei Vaticani, Giandomenico Spinola. Interverranno:
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Maurizio Sannibale
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Giulia Rocco (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)
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Fabio Morresi
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Francesca Romana Cibin
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Alice Baltera
Al termine dell’incontro è prevista la visita al Museo Gregoriano Etrusco. L’evento sarà trasmesso in streaming sul canale ufficiale YouTube dei Musei Vaticani.
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