Cimitero Monumentale del Verano: un viaggio tra storia e arte

Un’eredità secolare

Il Cimitero Monumentale del Verano è un pezzo di storia vivente, che racconta la Roma attraverso i secoli. Situato lungo la via consolare Tiburtina, si estende per 83 ettari, custodendo memorie che risalgono a venti secoli fa. Le antiche catacombe di Santa Ciriaca sono testimoni silenti di una Roma che fu.

Deve il suo nome ai Verani, un’antica famiglia senatoriale dell’epoca romana. Fu durante il regno napoleonico del 1805-1814 che si gettarono le basi per il cimitero odierno, in risposta all’Editto di Saint Cloud. L’editto chiedeva che le sepolture si facessero fuori città, una pratica che cambió per sempre il volto di Roma. Giuseppe Valadier, uno degli architetti più noti dell’epoca, fu incaricato del progetto tra il 1807 e il 1812.

Cimitero Monumentale del Verano - Quadriportico

Un’architettura mozzafiato

Nel cuore del Verano si erge un monumento di architettura pontificia, grazie al talento di Virginio Vespignani. Questo architetto riprese i lavori, consacrando il cimitero nel 1835. Le influenze delle sue opere, pur continuando con i pontificati di Gregorio XVI e di Pio IX, si manifestano in tutto il complesso. Il Verano incorporò negli anni importanti proprietà come Villa Mancini, sulla quale spicca oggi l’area del Pincetto.

L’ingresso principale, con le sue torri e un maestoso portico, accoglie i visitatori con quattro statue allegoriche imponenti. Queste figure femminili, eseguite da artisti della statura di Giuseppe Blasetti e Francesco Fabi Altini, rappresentano il Silenzio, la Preghiera, la Speranza e la Meditazione sulla morte.

Un museo a cielo aperto

Il Verano non è solo un cimitero; è un museo a cielo aperto. Con un mix di neoclassicismo, simbolismo e liberty, ospita opere d’arte di maestri come Gaetano Koch, Ettore Ferrari e Pietro Canonica. I monumenti sepolcrali rappresentano una galleria artistica che spazia dal Neoclassicismo al Futurismo. È un susseguirsi di stili e tecniche che riflettono la ricchezza dell’arte italiana del tardo ‘800 e ‘900.

Particolarmente affascinanti sono i ritratti funerari di Filippo Severati, conosciuto come “Il Pittore del Verano”. Le sue opere su lava sono uniche nel loro genere, tanto da definire una collezione artistica di alto pregio. Severati utilizzò una tecnica brevettata di pittura a smalto su lava, che garantisce una conservazione eccellente nonostante l’esposizione agli agenti atmosferici.

Luoghi di suggestione e memoria

Tra i luoghi più suggestivi del Verano c’è la Scogliera del Monte, una costruzione imponente realizzata tra il 1870 e il 1876. È composta da alte mura di tufo che sostengono stele marmoree. La Rampa Caracciolo, creata da Corrado Cianferoni nel 1918, arricchisce ulteriormente il paesaggio del cimitero con la sua peculiare architettura.

Con la sepoltura di oltre un secolo di romani, il Verano è anche il luogo di riposo di numerosi personaggi illustri come Goffredo Mameli, Trilussa, Giuseppe Ungaretti, Grazia Deledda, e molti altri. Ogni tomba racconta una storia, un frammento di vita che completa il vasto mosaico della cultura italiana.

Fascino senza tempo

Il Cimitero Monumentale del Verano, con le sue innumerevoli testimonianze di arte e storia, rappresenta un patrimonio inestimabile per Roma. Come Montmartre a Parigi o Highgate a Londra, il Verano è un luogo di rara memoria e bellezza, un santuario dove il passato incontra il presente.

Passeggiando tra i sui vialetti alberati e osservando le intricate sculture, si ha la sensazione di essere parte di qualcosa di più grande, una connessione con generazioni di vite vissute. Una visita al Verano non è solo un tuffo nella storia romana, ma un’opportunità unica per vivere un’esperienza emotiva e riflessiva.