La nuova edizione di Flautissimo porta sul palco uno degli spettacoli più attesi dell’inverno teatrale romano. Il 2 e 3 dicembre 2025, al Teatro Torlonia, arriva Stare meglio, monologo scritto da Giacomo Ciarrapico e interpretato da Carlo De Ruggieri, volto amatissimo di Boris.
Una produzione che mescola ironia, politica e fragilità personale, perfetta per chi cerca un teatro che fa pensare e sorridere allo stesso tempo.

Una storia che riflette le fragilità dell’Italia contemporanea
Al centro dello spettacolo c’è un protagonista attraversato da nevrosi, incertezze e piccole crepe che diventano metafora delle contraddizioni italiane.
Ciarrapico costruisce un racconto che non si aggrappa all’attualità spicciola, ma ai meccanismi eterni del nostro Paese: fatiche burocratiche, spirito di adattamento, amarezza, ironia.
Il risultato è un monologo che alterna leggerezza e disincanto, lasciando allo spettatore una domanda: cosa significa davvero stare meglio?
Carlo De Ruggieri: dalla serie “Boris” a un monologo che tocca nel profondo
Attore dalla sensibilità unica, Carlo De Ruggieri porta in scena un’interpretazione intensa ma capace di conquistare con piccoli dettagli comici.
La sua carriera spazia dal cinema d’autore (To Rome with Love, Che strano chiamarsi Federico) alla televisione, dove ha segnato un’epoca con la serie Boris.
La lunga collaborazione con Ciarrapico rende Stare meglio ancora più autentico: un incontro tra scrittura e presenza scenica che funziona alla perfezione.
Musiche originali che amplificano la forza narrativa
Le musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia non sono un semplice accompagnamento: creano un clima emotivo che avvolge il monologo, sottolineando passaggi, silenzi e tensioni.
Una scelta che arricchisce l’esperienza e rende Stare meglio uno spettacolo completo.
Un testo che evolve da quasi vent’anni: perché piace ancora oggi
Scritto nel 2006, Stare meglio continua a essere attuale perché non parla di politica in modo diretto, ma di ciò che resta immutato sotto la superficie: burocrazia, frustrazioni, resistenze, compromessi.
Uno specchio in cui il pubblico finisce inevitabilmente per riconoscersi.
Il tema del festival: “Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi”
L’opera si inserisce perfettamente nel percorso scelto da Flautissimo 2025, un festival che trasforma il “non detto” in parola, musica e relazione.
Un’occasione per fermarsi, ascoltare e dare spazio all’interiorità, in una stagione che porta cultura in più luoghi della città.
