Alla scoperta della visione artistica di Antonio Scordia a Roma

Immersione nella realtà trasformata in visione

Dal 26 novembre 2025 al 29 marzo 2026, il Casino dei Principi nei Musei di Villa Torlonia a Roma si trasforma in un viaggio artistico con la mostra “Antonio Scordia: La realtà che diventa visione”. Questo evento offre al pubblico un’immersione nel mondo creativo di Antonio Scordia, un artista la cui importanza nella storia dell’arte non sempre trova un’adeguata narrazione al grande pubblico.

Promossa da Roma Capitale e organizzata dalla Galleria Mucciaccia, la mostra è curata da Giovanna Caterina de Feo. È un’occasione imperdibile per riscoprire e approfondire la figura di Scordia, un genio capace di giocare sul confine tra realtà e visione.

antonio scordia

Un artista tra Roma e il mondo

Antonio Scordia, nato a Santa Fè, crebbe artisticamente a Roma. Sin dagli esordi nei difficili anni del secondo dopoguerra, Scordia ha sempre cercato di fare di Roma il suo centro creativo, nonostante le numerose opportunità a Buenos Aires, e i suoi soggiorni formativi a Parigi, New York e Londra. La capitale italiana torna protagonista con questa esposizione, colmando un vuoto che durava dal 1977, anno dell’ultima grande mostra pubblica dedicata all’artista in città.

Un viaggio tra arte e documenti inediti

La mostra si articola sui due piani del museo, offrendo una panoramica completa e cronologica del lavoro dell’artista. Con circa 80 opere esposte, il visitatore attraversa gli anni della sua produzione artistica, in parte provenienti da collezioni private, in parte da musei prestigiosi come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. I documenti d’archivio, come cataloghi e fotografie, arricchiscono ulteriormente l’esperienza, offrendo uno sguardo intimo nella vita e nel metodo creativo di Scordia.

Dall’Autoritratto all’astrattismo

L’esposizione si apre con le opere degli anni Quaranta, dove dipinti come Autoritratto e il Ritratto del Poeta Sinisgalli mostrano già un artista in dialogo con il suo mondo interiore e il suo contesto. Alcune opere, come “La seggiola e il gatto”, furono già selezionate da critici illustri come Palma Bucarelli per entrare nella collezione permanente della Galleria Nazionale.

Negli anni Cinquanta, Scordia si avvicina all’essenza astratta della pittura, un passaggio evidente in opere come “Figura bianca” del 1959, dove la forma pittorica sembra dissolversi.

Le tele monumentali degli anni Sessanta

Negli anni Sessanta, Scordia crea alcune delle sue tele più monumentali, come “Gorgone” e “Grande frammento”. Questi dipinti testimoniano la sua crescente libertà espressiva e una consapevolezza artistica matura. Gli anni Settanta e Ottanta portano infine alla luce opere come “Specchio Blu” e “Pietra Lavica”, dove la nozione di realtà si fonde con una vibrante immaginazione creativa.

L’eredità decorativa di Scordia

Non solo pittura: la mostra conclude il suo percorso con l’esplorazione di Scordia come artista delle arti decorative. Le ceramiche dipinte negli anni Quaranta e il celebre arazzo realizzato per la Turbonave Raffaello nel 1962 ne sono testimonianze preziose. Quest’opera, assieme ad un altro monumentale arazzo per il Ministero degli Affari Esteri, rappresenta uno dei culmini della carriera di Scordia nel mondo dell’arte applicata.

Un’esposizione da non perdere

La mostra su Antonio Scordia promette di essere un’esperienza illuminante per qualsiasi appassionato d’arte. È un’opportunità rara di avvicinarsi a un artista capace di utilizzare il suo talento per trasformare la realtà in una visione personale e unica. La cornice storica del Casino dei Principi aggiunge ulteriore fascino a questo viaggio nel tempo e nello spazio dell’arte di Scordia.

Circondato dalla storia vivente di Roma e dai suoi capolavori, il visitatore potrà scoprire nuovi spunti e forse riscoprire una parte di sé stesso attraverso gli occhi e le opere di un grande artista.