Se sei mai stato a Roma, saprai che la città è un mare di storia e bellezza. Ma c’è un aspetto che spesso rimane nascosto tra le pieghe dei luoghi più visitati: la cucina romana, quella vera, autentica. E in questo campo, poche trattorie possono vantare la tradizione che offre Cecchino dal 1887, un ristorante che ha scritto la sua storia nel cuore pulsante di Testaccio.

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Un tuffo nel passato: le origini di Cecchino
Cecchino dal 1887 ha una storia che affonda le sue radici nel lontano Ottocento. Federico Mariani, noto come “Cecchino”, fondò questo angolo di paradiso gastronomico vicino al vecchio mattatoio di Testaccio. I lavoratori di quei tempi ricevevano come salario quelle parti meno pregiate dei bovini, note come “quinto quarto”. E fu proprio da queste, considerate allora “scarti”, che iniziò la tradizione di alcuni dei piatti più iconici della cucina romana.
Il ristorante, rimasto nelle mani della famiglia Mariani per oltre cinque generazioni, ha mantenuto l’autenticità e l’essenza delle vecchie osterie, con un tocco moderno che attira appassionati di cucina e critici da tutto il mondo. Le fotografie d’epoca adornano le pareti, mentre il servizio rimane sempre attento e familiare.
Il quinto quarto: il cuore della tradizione
Se c’è un motivo per cui Cecchino dal 1887 è considerato un caposaldo della cucina romana, è senza dubbio la sua fedeltà ai piatti tradizionali del quinto quarto. Tra i più celebri troviamo:
– Coda alla vaccinara: un vero simbolo di Testaccio, questa coda di bue viene cotta per ore in un ricco sugo di pomodoro.
– Pajata: intestino tenue di vitello, un piatto storico spesso accompagnato dai rigatoni.
– Trippa alla romana: cotta con pomodoro e pecorino, rappresenta un classico intramontabile.
– Abbacchio alla scottadito: costolette di agnello cucinate alla griglia che i commensali gustano con le mani, come suggerisce il nome.
Oltre a queste delizie, il menu non manca di offrire i grandi classici romani come Carbonara, Amatriciana e Cacio e pepe, tutti preparati con ingredienti scelti con cura e nel rispetto delle ricette tradizionali.
Testaccio: il cuore gastronomico di Roma
Mangiare da Cecchino dal 1887 è più di un semplice pasto, è un’immersione nell’atmosfera autentica di Testaccio. Questo quartiere, spesso definito la culla della cucina romana, è ancora oggi un crogiolo di tradizioni gastronomiche. Con il suo mercato rionale, trattorie storiche e una vibrante vita locale, Testaccio offre una prospettiva intima e autentica di Roma.
E dopo una cena da Cecchino, perché non esplorare questo angolo della città? A pochi passi troverai il Monte dei Cocci, con le sue antiche anfore romane, e il Mercato di Testaccio, un punto di florido scambio gastronomico. Cecchino dal 1887 diventa così una tappa perfetta per chi vuole intraprendere un itinerario gastronomico nel quartiere.
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Perché Cecchino dal 1887 è imperdibile
Nel panorama delle trattorie di Roma, Cecchino dal 1887 si distingue per vari motivi:
1. Una storia autentica: una tradizione di famiglia che perdura nel tempo.
2. Cucina romana genuina: piatti che narrano la storia gastronomica della città.
3. Materie prime eccellenti: ingredienti di alta qualità che rispettano le tradizioni.
4. Atmosfera elegante e tradizionale: un ambiente familiare e accogliente.
5. Posizione centrale: situato nel cuore di Testaccio, ideale per scoprire Roma.
Chi visita Roma spesso si lascia incantare dalle sue grandi attrazioni, ma scopre l’anima della città anche attraverso la sua cucina. Ecco perché una cena da Cecchino dal 1887 è un viaggio nella storia gastronomica della capitale. Tra piatti iconici, tradizione familiare e atmosfera autentica, questo ristorante continua a narrare da oltre un secolo l’essenza culinaria di Roma.
Ricordati, quindi, di includere Cecchino dal 1887 nella tua lista delle trattorie imperdibili. Non te ne pentirai!
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