La città di Roma si trasforma in un punto di riferimento affascinante e intenso per gli amanti dell’arte contemporanea grazie a “Fantastica”, la 18^ Quadriennale d’Arte che trova dimora al Palazzo Esposizioni. Promossa dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, in sinergia con la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, questa mostra è una celebrazione della creatività e delle emozioni racchiuse nei linguaggi artistici del XXI secolo.

Un palcoscenico di talenti e novità
L’esposizione è un mosaico dinamico composto da ben 54 artisti, la maggior parte dei quali ha trovato il proprio spazio per la prima volta nella Quadriennale. Le opere si riversano su una compagine di circa 2000 metri quadrati, un terreno fertile per l’incontro tra pubblico e arte. Una delle caratteristiche più intriganti di questa edizione è la presenza di opere site-specific, pensate e realizzate appositamente per il contesto del Palazzo Esposizioni.
Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi e Alessandra Troncone sono i curatori che hanno dato vita a questa avventura artistica. Con un approccio corale e metodico, hanno delineato cinque percorsi d’indagine che spalancano porte verso altrettanti universi creativi.
Il gioco degli specchi: l’autoritratto trasformato
Luca Massimo Barbero ci guida attraverso il tema dell’autoritratto con “La mia immagine è ciò da cui mi faccio rappresentare”. Qui, l’accento non è sul mito di Narciso, ma piuttosto sull’Orfeo di Cocteau, esplorando come lo specchio diventi soglia tra mondi in comunicazione. L’immagine del sé assume nuove forme, molto più delle semplici rappresentazioni estetiche.
L’indipendenza come arte: una stanza solo per sé
Francesco Bonami ci pone faccia a faccia con “Memoria piena. Una stanza solo per sé”, dove i concetti di indipendenza e autonomia vengono esaltati. In un mondo sempre più interconnesso, gli artisti mostrano come la propria identità possa intrecciarsi con molteplici altre, senza bisogno di appartenere a tendenze o movimenti precisi. Un richiamo al famoso saggio di Virginia Woolf, che diventa non solo manifesto ma anche uno spazio esclusivo di riflessione.
Fotografia e metamorfosi: immagini in evoluzione
Emanuela Mazzonis ci svela il potenziale nascosto della fotografia con “Il tempo delle immagini. Immagini fuori controllo?”. La fotografia diventa qui rivelazione e non più mera rappresentazione del reale, con il mezzo fotografico che evolve e si reinventa costantemente, creando infinite possibilità espressive.
Essenza dell’autarchia: l’arte come spazio inclusivo
La sezione di Francesco Stocchi, volutamente senza titolo, esplora il concetto di autarchia procedurale. Restituisce all’artista il ruolo di protagonista nella creazione e progettazione degli spazi. Un atto creativo che punta a coinvolgere il pubblico, mantenendo viva l’interazione tra l’opera e i suoi spettatori.
Corpo e mitologia: un dialogo in continua trasformazione
Infine, Alessandra Troncone ci conduce in un viaggio attraverso “Il corpo incompiuto”. Le narrazioni contemporanee del corpo si mescolano con mito, scienza e trasformazioni sociali. Le opere scelte disegnano visioni multiple e stratificate, nutrendo il pensiero critico del visitatore e invitando a una riflessione intima e personale.
“Fantastica”: un’impresa che unisce
“Fantastica” si propone come un viaggio affascinante che abbraccia l’arte italiana dei primi venticinque anni di questo secolo, esplorando le diversità dei linguaggi espressivi e aprendo nuove strade di comprensione e interpretazione. Una mostra che, attraverso opere diverse e visionarie, invita il pubblico a perdersi e ritrovarsi in un labirinto creativo dove ogni opera è una chiave per un nuovo mondo.
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