Il Teatro Tor Bella Monaca di Roma si prepara a ospitare una performance che promette di lasciare il pubblico senza parole. Il 25 febbraio, alle ore 21:00, il palcoscenico accoglierà 12 sedie, un monologo intenso e emozionante già pluripremiato al Roma Comic Off 2025. Con la regia di Donato di Stasi e l’interpretazione coinvolgente di Domenico Surace, lo spettacolo si propone di offrire un’esperienza teatrale unica.

Roma Capitale
Un affresco di frammenti emotivi
12 sedie è più di un semplice spettacolo teatrale; è una narrazione composta da schegge emotive che, come tessere di un mosaico, si uniscono per raccontare le storie degli invisibili. La regia di Stasi prende la voce di chi migra, di chi resiste e di chi si perde nel buio, costruendo uno sguardo profondo sull’emarginazione e la resistenza.
Ogni monologo è un frammento di vita, uno squarcio che rivela storie di perdita e sopravvivenza. Alla fine dello spettacolo, lo spettatore si trova di fronte a dodici sedie occupate da abiti vuoti. Un coro muto di presenze assenti che continua a risuonare nella mente di chi guarda.
Il terreno precarietà e memoria
L’ambiente scenico di 12 sedie riflette perfettamente il tema della precarietà e della memoria. Le dodici sedie disposte a caso, i quadri instabili e i libri aperti a terra creano un’atmosfera carica di tensione. L’ordine è bandito, lasciando spazio a un senso di instabilità continua, simile a quello vissuto da chi ha perso tutto e cerca un luogo sicuro che non esiste.
Il personaggio principale, interpretato da Surace, fa la sua entrata avvolto in un lungo telo di plastica nera. La testa coperta di fango rappresenta il naufragio e la fusione tra terra e acqua nella sua identità. Il telo di plastica è simbolo di sopravvivenza e rifiuto, che lascerà spazio alla vulnerabilità del protagonista nel corso dei dodici monologhi.
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Un coro di voci contrastanti
La voce di Surace, straordinaria nella sua interprettazione, emerge come protagonista assoluta. Alternando urla e sussurri, passa attraverso invocazioni ironiche e confessioni liriche, creando una miriade di toni che ricorda una sinfonia di emozioni. Le ripetizioni ossessive fungono da rifrangi, mentre le litanie appaiono come canti ancestrali che emergono dal passato.
In alcuni momenti, il protagonista legge da un libro, mescolando ricordi scritti a testimonianze sentite. Questo gioco di alternanze crea un’incredibile profondità nelle storie espresse, ricreando la complessità delle vite rappresentate.
Un viaggio alle frontiere dell’esistenza
12 sedie è un viaggio che non conosce approdo, un canto delle voci invisibili che affronta temi di esilio, di mare, di frontiere e amori improvvisi. È un corpo solitario che diventa moltitudine, interrogando lo spettatore su quanto tempo occorre per cancellare una vita. Le performance, dense di significato, fanno riflettere sul valore del vivere e del lottare per i propri diritti.
In sintesi, 12 sedie è uno spettacolo che unisce la forza della narrazione teatrale a una profonda riflessione sociale. Un’opera che non bisogna perdere e che promette di restare impressa nel cuore dello spettatore.
Per ulteriori informazioni e per prenotare i biglietti, si può consultare la pagina dedicata di Teatri in Comune.
